Quando mi spiegano come funzionerà il mio televisore di qui a qualche mese, mi scende un sipario nero nel cervello. Rifiuto totale e rabbia sorda. Credo di avere capito che, per vedere le stesse cose che vedo adesso, avrò bisogno di tre (tre!!) decoder, con relativi telecomandi. Uno per sky, uno per lo stramaledetto digitale terrestre, un terzo per il nuovo "pacchetto" berluscoide (rai-mediaset in simbiosi). Che tutto questo serva al business televisivo, e al ricco indotto di elettronica connesso, non c’è dubbio. Che serva anche agli utenti, è assolutamente escluso. Spenderemo di più per vederci la casa invasa da nuovi cavi, nuove scatole, nuovi dépliant petulanti. Le persone più anziane e meno istruite non ci capiranno più niente, e vedranno sparire dai loro vecchi video, con un "pof!" esiziale, i loro canali favoriti. Tutto più caro e tutto più complicato: è questo lo scopo della supposta "rivoluzione tecnologica" in atto? Ma la tecnologia, non era nata per semplificarci la vita? Questa metastasi di apparati, interruttori, bottoni, libretti di istruzione chi l’ha voluta, chi l’ha chiesta? Che "libero mercato" è, un mercato in cui il venditore ti obbliga al ri-acquisto di ciò che già possiedi?

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