E dunque sembra che parte del mondo cattolico consideri con fastidio il portamento sessuale del signor B. Quello che resta oscuro – per le anime semplici come chi scrive – è che cosa, nel corso degli ultimi vent’anni, il suddetto mondo cattolico abbia pensato di tutto il resto: dell’accumulo di potere, dello sfoggio di ricchezza, dei mercanti nel tempio, dell’umiltà ignorata, delle leggi piegate a interessi privati, della comunità mercificata, dell’ingordigia lodata, della sobrietà dimenticata. C’era forse qualcosa di evangelico, nella parabola del signor B? Qualcosa di pio nei suoi palinsesti? Qualcosa di salvifico in lui medesimo, come ebbe a dire nei suoi giorni estremi il povero Baget Bozzo? Possibile che per tanti cattolici sia sempre e solo il sesso, a produrre sobbalzi etici, ripensamenti morali? Non era già abbastanza anticristiano un signore venuto al mondo per santificare i quattrini e la pacchianeria del potere, banalità per altro già arcidiffuse? C’entrava qualcosa con De Gasperi? Con Sturzo? Con il cristianesimo sociale, con lo scoutismo austero, con il pallore delle suorine, con i canti ciellini? Sono stati muti e sordi per vent’anni. Li ha risvegliati uno sfarfallio di mutande.

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