Pare che il rastrellamento di clandestini organizzato dal governo rischi di non andare a buon fine, causa la carenza degli strumenti e dei siti predisposti. Non si sa dove stoccarli, questi benedetti ragazzi eccedenti il fabbisogno nazionale. Allo stesso modo la faccenda delle ronde - tra regolamenti municipali contrastanti, matti in uniforme nazista subito sconfessati da assessori che non vogliono grane, lunghi e inconclusi iter su come dove e quando reclutare le truppe, e cosa diavolo fargli fare per tirare l’alba, non sembra destinata a un esito trionfale. Non so se è una buona notizia, ma se l’Italia non sembra organizzata per la democrazia, non lo è neanche per dare un solido corso alle pulsioni antidemocratiche di qualche ministro leghista e del sedicente «popolo» che lo affianca (e nei tg spesso si riassume nella megera ripresa sull’uscio mentre maledice i forestieri, e nel guappo adolescente a cavalcioni sul motorino che, a grugniti, espone i rischi che occorrono alla sorella quando rincasa. Forse non siamo bene organizzati nemmeno per dare al «popolo» una decente veste mediatica).

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