• Assegnazione del 50% dei seggi in Parlamento alle donne
  • Paternità obbligatoria
  • Divieto di usare immagini di donne nude nella pubblicità
  • Obbligo per le aziende di concedere il part time a chi (donna o uomo) ne faccia richiesta
  • Ergastolo agli stupratori
Sono cinque provocatorie proposte che "Non hanno alcuna pretesa scientifica e neppure la presunzione di inserirsi nel dibattito aperto da anni tra gli economisti e gli esperti sul welfare, le defiscalizzazioni per il lavoro femminile, gli asili nido e tutti gli altri provvedimenti dei quali di volta in volta si discute. Prendetele come uno spunto, una provocazione o forse un sogno a occhi aperti. Sono proposte modestissime e personalissime, ma credo che, se in Italia si adottassero queste misure, tra dieci anni ci ritroveremmo a vivere in un paese diverso. Di certo migliore.” Anche per gli uomini.

Caterina Soffici per oltre un anno ha studiato la condizione delle donne in Italia e in Europa, analizzando e incrociando i dati OCSE, Euristat, studi e ricerche internazionali commissionati dalla UE riguardanti la condizione delle donne nel lavoro, nella politica, nella famiglia, nel tempo libero, e l'immagine che della donna danno la televisione e la pubblicità, scoprendo che l'Italia è il fanalino di coda, - e non solo in Europa - nelle politiche per le donne.

81 minuti e mezzo: è il tempo libero che gli uomini italiani hanno ogni giorno in più delle donne.
Scopri come si vive nel Paese più maschilista d’Europa in Ma le donne no di Caterina Soffici.
Dal 24 Febbraio in libreria.


Il libro
Libere e padrone del proprio destino: era questa l’idea che le donne italiane avevano di sé. Ma era un’illusione, perché le cose negli ultimi vent’anni sono cambiate profondamente. In peggio. Non solo le donne italiane non hanno più fatto progressi, ma hanno cominciato ad arretrare, svegliandosi nel paese più maschilista d’Europa.
Quali sono le radici di questo fenomeno e, soprattutto, perché le donne italiane hanno smesso di combattere per difendere i propri diritti?
Il libro racconta storie, personaggi e fenomeni forse imprevedibili come la nascita e l’evoluzione del velinismo politico o la degenerazione dell’immagine delle donne in televisione e nella pubblicità. O ancora il ritorno di parole antiche, che riemergono da un passato fatto di playboy, massaie e ragazze illibate. Ma soprattutto descrive le donne reali, che quotidianamente devono fare i conti con discriminazioni sul lavoro, part-time negati e l’impossibilità di conciliare lavoro e vita familiare.
Il confronto tra la situazione italiana e quanto succede all’estero – dove ci si imbatte in belle storie di donne vincenti, che reagiscono e si realizzano – sconcerta e indigna, ma dimostra che un altro mondo meno sessista è possibile. Un mondo dove vivrebbero meglio anche gli uomini.

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L'autrice
Caterina Soffici, fiorentina, vive a Milano con il marito e i due figli. Ha lavorato per ‟Paese Sera”, ‟la Repubblica”, ‟Italia Oggi”, ‟L’Indipendente”. Per dieci anni, fino al 2008, è stata la responsabile delle pagine culturali del ‟Giornale”. Ha collaborato a programmi televisivi e radiofonici per Rai Due e Radio3. Scrive di cultura e attualità per ‟il Riformista” e ‟Vanity Fair”.


Rispondi alle domande che scorrono qui sotto e scopri quanto tempo libero ti viene ‟rubato”… e da chi.



La mail di una lettrice per Caterina Soffici
"Ho comprato 2 copie del suo libro ed una l'ho regalata al mio grande capo, sperando la legga.
Tutti gli uomini dovrebbero leggerlo, obbligatoriamente.
Ma le scrivo perchè volevo ringraziarla dal profondo.
Grazie perchè ho trovato una forte comunanza di parole, che sono le stesse che mi tocca usare nella vita quotidiana.
Grazie perchè mi ha ricordato che l'impegno va sempre rinnovato.
Grazie perchè oggi mi sento meno sola nel promuovere il cambiamento nel mio
piccolo.
Grazie perchè mi sono commossa alle lacrime e mi sono indignata alle lacrime.
Grazie per il suo lavoro."
Caterina Soffici

Caterina Soffici

Caterina Soffici vive a Londra. Per Feltrinelli ha pubblicato Ma le donne no (2010), Italia yes Italia no (2014) e Nessuno può fermarmi (2017). Crede nel potere delle parole di cambiare la vita e per questo collabora con il Ministry of Stories, il laboratorio di East London dove si insegna a bambini e ragazzi l’importanza della creatività, del racconto e della memoria. Collabora con "La Stampa" e “Vanity Fair”.

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