Gli attacchi pretestuosi a Malpensa non preoccupano il governo. È vero, la quantità dei passeggeri è ridotta a poche decine, ma è la loro qualità che conta: in un book fotografico diffuso da Palazzo Chigi si mette in rilievo l'aspetto curato e l'ottima cera di molti clienti dello scalo lombardo al momento dell'imbarco. L'opposizione accusa di avere censurato le immagini delle stesse persone al momento dello sbarco, mentre chiedono con l'aria sfatta e i vestiti laceri come mai si trovano a Nairobi pur essendo diretti a Londra. Per tagliare corto con le polemiche, la Lega ha presentato un vigoroso piano di rilancio per lo hub padano. Il primo punto è spiegare finalmente, e con chiarezza, dove si trova. Ecco gli altri punti.

Riconversione delle piste
Ventiquattro piste da quattro chilometri l'una (realizzate con i finanziamenti dello speciale Fondo Duchamp della Ue destinato alle opere pubbliche surreali) si sono rivelate eccessive rispetto al traffico di biplani e di vecchi aerei a elica tipico di Malpensa. La Lega propone di prolungarne almeno un paio fino a Bergamo e a Torino, che sarebbero così raggiungibili rollando sulla pista fino a destinazione, evitando lo stress del decollo e dell'atterraggio. Altre piste, a causa del fondo paludoso, si sono rivelate ideali per la riproduzione dei fenicotteri. Altre ancora, coltivate a tabacco, garantirebbero il fabbisogno di sigarette per il duty-free di Malpensa.

Valorizzazione di Varese
È la città più vicina a Malpensa, ma inspiegabilmente il suo enorme potenziale turistico è sottovalutato. Soprannominata 'la Firenze del Nord' dall'assessore leghista Walter Garlusio, detto 'il Casciabàl', Varese dispone di centinaia e centinaia di case, due giardinetti pubblici con scivolo e altalena, una sala biliardi e un coiffeur per cani. "Non avere valorizzato questo immenso giacimento culturale", sostiene la Lega, "è stato un grave errore. Chiederemo all'Unesco di riconoscere a Varese lo status di patrimonio dell'umanità". I funzionari dell'Unesco, in visita a Varese, si sono detti disposti a concedere, al massimo, lo status di gruzzolo dell'umanità.

Nuovi velivoli
La nuova Alitalia ha violato i patti. Aveva promesso per Malpensa non solo le nuove rotte Milano-Malpensa e Malpensa-Milano, ma anche nuovi velivoli all'altezza delle grandi ambizioni internazionali dello scalo padano. Tra questi, i giganteschi 747 a decollo verticale, ritirati dal commercio perché il carrello con le bibite non riusciva a risalire in verticale l'abitacolo e poteva servire solo i quattro passeggeri di coda. E i modernissimi mini-Atr ultrasonici in grado di raggiungere New York in sole due ore, consumando pochissimo, sui quali gli esperti della Lega avevano puntato tutte le loro carte. Decine di migliaia di prenotazioni suggerivano ottimismo, ma trattandosi di aerei monoposto, e non potendo far pagare il biglietto al pilota, non è stato possibile attivare la linea.

Alta velocità
Per finire, la Lega propone di introdurre l'alta velocità tra i passeggeri di Malpensa, portando a 300 all'ora la velocità dei tapis-roulant, lunghi fino a 10 chilometri, che trasportano i passeggeri dalle entrate dell'aeroporto fino alle sale di imbarco. Tutti i passeggeri verranno dotati di casco e di speciali tute anti-attrito. Questa soluzione permetterebbe di portare dalle attuali tre ore a pochi secondi il tempo di permanenza dei passeggeri dentro lo scalo. Qualche difficoltà, nelle prove simulate, per il personale addetto alla sicurezza. Passando a 300 all'ora sotto i metal-detector, i passeggeri non riescono a sentire le grida di alt! e le conseguenti sventagliate di mitra vanno quasi sempre a vuoto.

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