Giugno 2009
Battisti scrive un giallo in portoghese che riscuote molto successo nel quartiere degli intellettuali di Rio, la famosa Riva Esquerda che fu teatro dell'esistenzialismo brasiliano, che si distinse dagli altri esistenzialismi perché animato da calciatori incompresi dall'allenatore. In un'intervista fornisce altre prove della sua innocenza, spiegando che dal 1971 al 1984 agì sotto l'effetto di una forte sbornia di frizzantino. Il governo brasiliano sembra appoggiarlo e lo dichiara incedibile, ma alla fine cede alla proposta di uno scambio con Kakà. Battisti si sente tradito e fugge in Giappone.

Febbraio 2010
Battisti è a Tokyo e si guadagna da vivere scrivendo gialli in giapponese, molto apprezzati nel quartiere degli intellettuali, il famoso Uramaki, dove si consumano uova di triglia recitando i versi di Baudelaire. I gialli sono orribili anche perché Battisti non sa il giapponese, ma la critica è entusiasta del clima dark creato dalle macchie di inchiostro e di uova di triglia che imbrattano le pagine. In un'intervista, il fuggiasco afferma di non poter essere estradato perché negli anni Settanta aveva un forte mal di testa. Il governo giapponese gli crede e lo nomina cittadino onorario, ma Battisti fugge ugualmente all'estero perché gli viene diagnosticata un'incompatibilità alimentare con le uova di triglia.

Maggio 2010
Battisti scrive un giallo in groenlandese, e scala la classifica locale dei libri anche grazie al fatto che gli scrittori in groenlandese sono solo due: lui e un autore di manualistica per la concia delle pelli di foca. Per diverse settimane è secondo in classifica e conquista il quartiere degli intellettuali della Groenlandia, un isolotto battuto dai venti dove vivono soltanto lui e l'autore di manualistica. È a lui che Battisti concede un'intervista spiegando che negli anni Settanta non era ancora nato. Il governo groenlandese, composto da lui e dall'autore di manualistica, rifiuta di concedere l'estradizione, ma Battisti fugge ugualmente perché si annoia.


Agosto 2010
Il mondo intellettuale di Samoa è in fermento: un nuovo scrittore italiano ha preso la residenza nel quartiere colto del luogo, il palmeto di Uraroa, celebre nel mondo perché gli intellettuali locali sono inspiegabilmente allegri e si lanciano ridendo noci di cocco. Ma il giallo in samoano di Battisti non ottiene il successo sperato: nella trama c'è un morto, e la cultura samoana non concepisce la violenza. Il libro viene stroncato dalla critica locale e Battisti, indignato, prende il largo su una piroga fuoribordo, concedendo al pilota un'intervista nella quale si dichiara innocente perché per tutti gli anni Settanta si era addormentato sul divano di casa.

Gennaio 2011
Battisti è in Borneo, dove gli indigeni lo accolgono come un dio perché un'antica leggenda annunciava l'arrivo dal mare di un giallista. Spiega al capo tribù la sua versione degli anni Settanta, ma il capo non lo capisce perché nel Borneo gli anni Settanta non sono chiamati 'anni di Piombo' bensì 'anni del Tapiro'. Tenta di incidere su una grossa corteccia un romanzo giallo in borneese, ma la fretta lo tradisce: non conoscendo abbastanza la scrittura cuneiforme del Borneo, scrive per errore la frase "gli abitanti del Borneo sono tutti finocchi" ed è costretto a riprendere il largo inseguito da un nugolo di frecce avvelenate.

Luglio 2011
Battisti è a Innsbruck, popolarissimo nel locale quartiere degli intellettuali, la celebre Bierhenoffenguttenstrassen dove i maestri di sci bevono grappa alla pera intonando gli jodel maledetti della nuova scena punk austriaca. Scrive un giallo in tedesco nel quale addossa tutte le responsabilità dei suoi delitti a Gustavo Thoeni. Viene creduto e nominato maestro di sci onorario, a patto che non scriva mai più quegli orribili gialli e si cerchi un lavoro normale.

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