Ecco alcune delle quotes francesi su Mandami tanta vita, pubblicato in Francia con il titolo Tanta vita! dall'editore Belfond.

L’autore conduce la narrazione a cento all’ora. Qualche tratto, lapidario, gli basta: “Ha passato la notte gli occhi negli occhi di Carlotta”… Sembra sorvolare sul suo soggetto. Le lineette, le virgolette e gli altri segni di punteggiatura che di solito scandiscono la narrazione, non figurano nella sua bisaccia di fuoriclasse. Mescola descrizioni, dialoghi e monologhi interiori, precipitosamente. Si direbbe che si è avviata  una corsa  contro l’orologio – contro chi, contro che cosa? La morte?
Di Paolo non appesantisce mai la narrazione con considerazioni sull’Italia, le camicie nere, le persecuzioni di cui Piero è vittima. Il figurativo non è il suo genere. Passano dei nomi: D’Annunzio, Croce, e “quel toscano gradasso dal nome proprio tedesco” (Malaparte?), tutto questo con aria di nonchalance. E tuttavia, molto è detto. Tanta vita!: un affresco abbagliante, interamente realizzato al carboncino da un singolare funambolo.
A volte, non si sa più chi parla, Moraldo, Piero, Di Paolo, che ci importa, una sola voce ampia, potente, originale sostiene il libro. Si è catturati… Non molto lontano dal capolavoro.  
Étienne de Montety, Le Figaro Littéraire    

Paolo Di Paolo ingarbuglia i destini con brio, fornendo al lettore indizi come in un’inchiesta a posteriori. Denso ma mai pesante, questo libro riuscito fa ben sperare sul prosieguo della sua opera.
Livres Hebdo

Non è senza ragioni che Tabucchi vide in Di Paolo uno scrittore dal futuro interessante. Con le debite proporzioni, il giovane romano ha in comune con il suo modello torinese l’essersi affermato molto presto. A trent’anni ha già ottenuto importanti riconoscimenti letterari e giornalistici. Anche per lui molta vita, vita intensa. Un autore da seguire.
Monique Baccelli, La Quinzaine littéraire

Ritrae perfettamente la forza del destino.
Point de Vue

Un libro politico lieve e delicato a immagine del suo eroe e Di Paolo sa rendere opportunamente l’atmosfera pesante dell’inizio del XX secolo in Europa. Sicuramente un autore da seguire.
Baz’art

Un piccolo gioiello di delicatezza e sobrietà.
Geneviève Senger, Les Affiches Moniteur    

Un romanzo a due voci senza affettazione, umano, notevolmente scritto.
Dernieres Nouvelles d’Alsace
 
La scrittura di Di Paolo è bella, precisa e perfettamente adatta all’atmosfera pesante e tuttavia piena di frenesia di quell’epoca, dove nebbia e oscurità non prevarranno nell’inverno torinese. Le tensioni, le difficoltà e l’immensa fatica della gioventù dell’epoca e del dopoguerra, rese con esattezza ed emozione.
Florence Raut, Page des Libraires

Il romanzo non si limita a questo confronto “in profondità”. È la descrizione dell’universo affettivo, intellettuale e culturale di due giovani torinesi, con le loro letture, gli autori che li stimolano e li emozionano. Queste scelte sono senza alcun dubbio quelle dell’autore. Egli sa far vibrare gli entusiasmi di questi personaggi che preannunciano quelli di tutta una generazione di scrittori, tra le due guerre.
Philippe Godoy, La République des Livres

Mandami tanta vita
Paolo Di Paolo

Paolo Di Paolo

Paolo Di Paolo è nato nel 1983 a Roma. Finalista nel 2003 al Premio Italo Calvino per l’inedito e al Campiello Giovani, è autore dei romanzi Raccontami la notte in cui sono nato (2008), Dove eravate tutti (2011, Premio Mondello e Super Premio Vittorini) e Mandami tanta vita (2013, Premio Salerno Libro d’Europa, Premio Fiesole Narrativa e finalista Premio Strega), Una storia quasi d'amore (2016), tutti nel catalogo Feltrinelli dove, nella collana digitale Zoom, sono anche compresi gli scritti La meravigliosa stranezza di essere vivi (2012) e L'Italia del pomeriggio (2014). Per l'Universale Economica ha curato un'antologia di Piero Gobetti, Avanti nella lotta, amore mio! Scritture 1918-1926 (2016). Molti suoi libri sono nati da dialoghi: con Indro Montanelli, a cui ha dedicato Tutte le speranze (2014, Premio Benedetto Croce), con Antonio Debenedetti, Dacia Maraini, Raffaele La Capria, Antonio Tabucchi, di cui ha curato Viaggi e altri viaggi (Feltrinelli, 2010), e Nanni Moretti. Ha pubblicato tra l’altro Ogni viaggio è un romanzo (2007), per bambini La mucca volante (2014, finalista Premio Strega Ragazze e Ragazzi) e Giacomo il signor bambino (2015; Premio Rodari), per il teatro Istruzioni per non morire in pace (2015). È tradotto in diverse lingue europee.

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