Con Il Romanzo della Nazione Maurizio Maggiani ha vinto il premio Elsa Morante per la narrativa 2015. La giuria presieduta da Dacia Maraini, e composta da Silvia Calandrelli, Francesco Cevasco , Enzo Colimoro, Maurizio Costanzo, Roberto Faenza, David Morante, Tjuna Notarbartolo, Paolo Ruffini, Emanuele Trevi,  Teresa Triscari consegnerà a Maggiani il Premio il 5 dicembre al teatro Sannazaro di Napoli.

La motivazione: Il Romanzo della Nazione, a dispetto di quanto recita il titolo, ha poco del romanzo storico, narra piuttosto della vicenda personale dell'io narrante nel suo rivivere i rapporti familiari all'indomani della scomparsa del padre. Una reazione narrativa, un bisogno di memoria per provare a comprendere quel territorio misterioso di chi, malato di halzeimer, la memoria la perde. È una scrittura che osserva, osserva all'indietro la vita semplice di un operaio elettricista, di sua moglie responsabilmente anaffettiva, rappresentata con tratti sapienti e delicati di chi sa bene trasformare una persona in personaggio, di avi e discendenti, primo fra tutti quel figlio scrittore che aveva in animo di scrivere “il romanzo della nazione” ma che, senza più i racconti del padre, non trova la forza e il materiale per farlo. Uno scrittore è a suo agio solo nella scrittura. Ha già non poche difficoltà a relazionarsi con la vita, figuriamoci con la morte. E l'affronta così, con un diluvio di parole lungo trecento pagine. Pagine intense e commoventi, capaci di restituire al lettore atmosfere, tradizioni, luoghi, ideali repubblicani ed un lessico familiare che punteggia la trama come una melodia di sottofondo. A margine la storia, la grande Storia, quella della seconda guerra mondiale, quella del dopo guerra, quella dei sindacati, ma anche quella di Cavour e Mazzini e delle loro idee e strategie per far nascere la Nazione. Ma più che uno sguardo alla Storia è appena una sbirciatina, quel tanto che basta per tenere in primo piano le storie più semplici e vive di personaggi umili e laboriosi, concreti e sognanti, insospettabilmente alle prese con una qualche utopia. Lo stile di un grande scrittore, che costruisce un languido e poderoso equilibrio narrativo la cui grande protagonista è la Memoria, così vicino a stili e temi morantiani.

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