Una prima prova esplosiva, di un autore che non teme di mostrare la natura (in)umana in questo apologo oscuro, impietoso e, cosa più raggelante di tutte, nel senso più letterale del termine, assolutamente reale.
– Alan D. Altieri

Quando è nata Zoom Filtri – la nostra collana digitale dedicata alle narrative di genere – per la prima volta e solo per 24 ore Feltrinelli ha aperto le porte agli aspiranti scrittori, invitandoli con l'iniziativa #SenzaFiltri a candidare per la neonata collana i propri scritti inediti.

Abbiamo ricevuto oltre 550 testi, una risposta travolgente, ben oltre le nostre aspettative. Ne abbiamo letti ed esaminati tantissimi, comunicando l'esito a tutti gli autori via email. Ne rimangono ancora 150 (di cui circa 80 racconti e 70 romanzi) che leggeremo nei mesi a venire. I tempi sono lunghi, ma necessari per garantire la dovuta serietà nella valutazione a tutti gli autori.

Grazie di aver pensato a noi per pubblicare il vostro libro, ne siamo onorati. E grazie, di cuore, per la pazienza che avete dimostrato.

Intanto oggi, in felice concomitanza con il nostro quarto compleanno, è il momento di celebrare la pubblicazione del primo racconto selezionato nell'ambito di #SenzaFiltri: Tutti sono Nessuno di Sergio Donato. Ve lo presentiamo così, con le parole del suo autore.

In due righe racconta chi sei, cosa fai e qual è il ruolo della scrittura nella tua vita.

Sono uno che osserva le persone, fin da bambino; ma non spia. Ho smesso di studiare etologia umana perché quando c'ero io gli amici iniziavano ad avere paura di muoversi. Così, non mi è rimasto che trasformare in narrativa tutto ciò che mi attraversava i sensi. La scrittura per me è sofferenza, perché tendo a ricercare una perfezione impossibile, e quindi tocca fare i conti con i propri limiti: che non è mai bello.

Il tuo testo è stato selezionato nell'ambito dell'iniziativa #SenzaFiltri come l'hai scoperta e perché hai deciso di partecipare?

L'ho scoperta tramite Twitter. Da chi? Non me lo ricordo. La rete cancella la memoria più velocemente di un brutto appuntamento galante. Il perché, invece, è da ricercare nel nome Feltrinelli. Suvvia, quando sarebbe ricapitata un'occasione così?

Quando hai scritto Tutti sono Nessuno? Da cosa è nata l'idea? Perché dovremmo leggerlo?

Un miliardo di anni fa, stavo guardando al TG la ripresa della camera di sorveglianza di una stazione di servizio che mostrava come le persone si davano da fare per succhiare via la benzina dalle pompe andate in tilt per un malfunzionamento. Ho pensato che il confine tra la nostra civiltà e il caos è rappresentato da un filo sottilissimo. Sono sufficienti piccole perdite di tensione di questo filo per scatenare la voglia di attraversamento. Quindi, mi sono detto: cosa succederebbe se il mondo come lo conosciamo varcasse quel confine? Cosa rimarrebbe dei secoli spesi a costruire la civiltà? I nostri vicini, i nostri amici, i nostri famigliari sarebbero persone a cui chiedere aiuto o sarebbero rivali? Ho messo tutte queste domande in una tasca del cervello e le ho riprese a distanza di anni per darmi delle risposte attraverso la narrativa. Voi leggetelo, poi mi dite se siete d'accordo.

Svela agli aspiranti autori com'è stato lavorare con una casa editrice come Feltrinelli.

La prima parola che mi viene in mente è "gentilezza", la seconda "coccola", e se mi si chiedesse di pensare a una terza direi "praticità". E se qualcuno volesse spremermi fino in fondo, direi ancora "coordinazione". Sono davvero contento che abbiate tolto il filtro, quel giorno, cosicché io potessi conoscervi meglio.

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