La miniserie in due puntate con Alessandro Preziosi andata in onda in prima serata su Rai1 - con oltre 5 milioni di spettatori - è liberamente tratta da "Niente asilo politico" di Enrico Calamai, ex diplomatico, console a Buenos Aires tra il 1972 e il 1977, che riuscì a mettere in salvo e a far espatriare centinaia di oppositori politici del regime. Calamai è stato definito lo "Schindler argentino".

Alessandro Preziosi è tornato in tv, protagonista di un film di Alberto Negrin, “Tango per la Libertà”, miniserie in due puntate andata in onda in prima serata su Rai1, martedì 12 e mercoledì 13 gennaio. Liberamente ispirato all’opera letteraria "Niente asilo politico" di Enrico Calamai, viceconsole italiano a Buenos Aires nel 1976, che riuscì a salvare tramite l’emissione di passaporti italiani e l’organizzazione di viaggi a carico dell’ambasciata decine di cittadini argentini in pericolo, è una coproduzione Rai Fiction Compagnia Leone Cinematografica, prodotta da Francesco e Federico Scardamaglia. Nel ricco cast, tra gli altri, Rocío Munoz Morales, Giorgio Marchesi, Anna Valle, Franco Castellano.
Il viceconsole italiano a Buenos Aires, che nel film di Negrin porta il nome di Marco Ferreri,  nel 1976 durante un ricevimento all’ambasciata, assiste con il suo miglior amico Diego Madero, all’esibizione di Anna Ribeiro la più popolare cantante di tango argentina e ne resta affascinato. Ad osservarlo con gelosia è Carmen con la quale Marco è in intimità. Quella stessa notte i militari si impadroniscono del potere. Numerosi cittadini italiani si presentano all’ambasciata denunciando persecuzioni. Marco vorrebbe aiutarli ma l’ambasciatore comunica che l’Italia non concederà asilo politico...

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