Maya Bricks, autrice di Alla fine dipende la commedia romantica appena uscita nella collana ZoomFiltri, condivide i suoi graffianti e ironici consigli per sopravvivere agli amori estivi.


Prima di accingermi a scrivere qualcosa di vagamente caloroso sulle relazioni estive ho pensato, da persona seria quale assolutamente non sembro, di dedicarmi a un fugace tuffo nel web al fine di aggiornarmi su quanto fosse già stato detto e scritto al riguardo.

Forse è superfluo dirvi che il mio animo da sessantottina fuori tempo massimo è rimasto traumatizzato.

Mi sono schiantata contro una vasta e variegata schiera di ovvietà; tra tutte, un concetto che speravo fosse morto e sepolto con la fine del secolo scorso (1800, non 1900) ma che invece trova sempre la sua schiera di insospettabili fan.

Ovvero: noi gentili donzelle, (e anche non gentili, sia chiaro) d'estate siamo alla ricerca forsennata non di una granita per combattere l'arsura o di una bella spalmata di foille perché siamo rimaste spianate sotto i primi soli come salamandre - e nemmeno dell'ultimo introvabile pokemon nascosto tra le sdraio di Milano Marittima (anche se l'ultimo articolo potrebbe avere un appeal più intrigante dei precedenti).

No! Noi siamo alla ricerca di quella-roba-lì: l'Ammore con la A maiuscola. Quello vero. Quello da due cuori, una capanna di rovi, e un bacio perugina.

E lo vorremmo in vacanza. Non so voi ma il massimo dell'aspirazione per me quando arriva il caldo è spiaggiarmi orizzontale da qualche parte, libro alla mano, e dormire il sonno dei giusti fino all'estinzione dell'umanità tutta.

Le tipologie umane che rappresenterebbero – secondo la Rete – la metà ideale per coronare l'agognata “eternità” estiva, non hanno fatto altro che aumentare la mia perplessità; vorrei quindi sfatare qualche mito stantio in aiuto (o forse no?) di voi sventurate che avrete la sorte di leggermi.
OVVERO:

Tipologie maschili da accoppiamento (ops... mi è scappato! Volevo dire: “da romantica fuga a due su un'isola deserta”).

  • Il bagnino e/o l'animatore turistico: sarà che sono stata traumatizzata da piccola dalla visione del mio maestro di nuoto ultra ottantenne che si è presentato per l'ultima lezione di corso con la cuffia di gomma a fiorelloni e il salvagente giallo con paperella incorporata – perché NON sapeva nuotare, la domanda che sorge spontanea è: ma Baywatch fa ancora così tanti danni?
    Nei molti anni passati tra le sabbie di Pinarella, ho pur provato a cercare qualcuno che assomigliasse vagamente a un Mitch italiota, ma il massimo della botta di vita che il mio sguardo ha adocchiato è stato Pino il Bagnino, alto un metro e una banana e con una panzetta da eccessi di birra da farti venire la voglia di salvarti da sola.
    I più solerti articoli che troverete girovagando per la Rete sul tema “bagnino” avvisano che la specie maschile in questione non è affidabile, in vista del suddetto ammore estivo... E io, che pensavo già di convolare a nozze in spiaggia, ci sono un po' rimasta male.
    Sul versante animatori vige la stessa legge dell'inaffidabilità. Che mai e poi mai avrebbe solcato il mio cervello se non lo avessero scritto nero su bianco. Non so voi, ma qualcuno il cui mestiere lo costringe a essere sempre esageratamente gentile anche con la matrona che va in visibilio per i balli di gruppo ed il torneo di bocce mi ha sempre vagamente inquietato, nel timore della sindrome da dottor Jekyll e Mister Hyde.
  • Il turista straniero: gli stranieri hanno sempre il loro perché, devo ammetterlo. Punto forte: la differenza linguistica, che porta noi sublimi donzelle a non cogliere la marea di stupidaggini che possono uscire dalla bocca di un corteggiatore in vena di andare in buca: in pratica ci corteggiamo da sole e quindi la buona riuscita dell'impresa è quasi sempre assicurata. Oltre a quel piccolo, trascurabile problema della distanza chilometrica, ci sono altri dettagli di questo figuro che vi consiglio di tenere d'occhio: quando il (mica tanto) aitante spasimante d'oltralpe vi propone di conoscere la famiglia, comprensiva di parenti fino all'ottava generazione, negate di avergli mai parlato di un letto per gli ospiti; se vi propone di trasferirsi da lui dopo un solo mese di tumulti amorosi per diventare la sua mantenuta non temete, non è ricco davvero, è che da loro funziona così; se vi chiede un anticipo per poter acquistare subito il biglietto del treno per venirvi a trovare a settembre state tranquille, non vedrete mai più né lui né i soldi.
  • L'amico d'infanzia: innanzitutto se avete un amico di infanzia che assomiglia a Mitch, per qual motivo non me l'avete ancora presentato? Nel caso invece che sia un comune essere umano, il problema dell'amico di infanzia è che è sempre stato lì e se non avete mai avuto voglia di fare altro che una partita a ping pong o a canasta un motivo ci sarà. È come entrare in una birreria artigianale e prendere una Nastro azzurro. Disseta per carità, ma anche no.
  • La botta di culo: capita ogni tanto. Rarissimamente, ma capita. È quello che da lontano è decisamente un gran gnocco. Ma anche da vicino.
    E ti convinci che qualche difetto lo deve pure avere. Sarà idiota (ma rinunceresti lo stesso alla tua virtù perché in quel momento il cervello passa in secondo piano).
    E invece no, è pure dotato di materia grigia.
    Allora è stronzo, per forza (ma anche in questo caso vale la parentesi di cui sopra).
    Ma ci parli e scopri che non lo è affatto, anzi fa volontariato nel canile del suo paese e ha pure quel filo di etica sconosciuto ad altre categorie.
    Va bene, allora non mi filerà mai perché figuriamoci una botta di culo, ma quando mai.
    Invece ti fila pure e tu per arginare l'ansia da prestazione che uno così farebbe venire a chiunque ti concedi in tutti i mari e in tutti i laghi, per arrivare a fine agosto a salutarvi carichi di promesse di imperituro amore... Per poi scoprire, una volta tornata alla grigia realtà cittadina, che ti ha bloccata sia su Facebook che WhatsApp.
    E diciamocelo, anche in questo caso una domanda lacerante ti assillerà per lungo tempo: ma non ti saresti concessa comunque?

E dopo avervi adeguatamente preavvisate con questi eloquenti ritratti, non resta che porvi LA Domanda, quella che più ha imperversato in questo mio triste triste peregrinare: siamo proprio sicure che sia l'Ammore quello che cerchiamo?
p.s. ultima perla di saggezza: non cercate l'Ammore, date piuttosto un'occhiata al vicino di ombrellone, che farà meno esotico, ma magari è degno di una seconda occhiata. Specialmente se ha un libro in mano!

Alla fine dipende
Maya Bricks

Maya Bricks

Maya Bricks è nata a Milano da genitori olandesi, ma è emigrata in un paesino del basso bergamasco in età preadolescenziale. A causa del lavoro del padre ha vissuto a Londra molti anni, per poi rientrare in Italia al divorzio dei suoi genitori. Oggi vive in un luogo riservato con il suo gatto - di cui non sarà menzionato il nome per il diritto alla privacy -, scrive di cucina per alcune testate online e, soprattutto, colleziona mattoni.

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