Ogni giorno laboratori aperti a tutti e spettacoli serali, in una festa aperta alla città che conclude la seconda Stagione pubblica di Fondazione Feltrinelli. Nelle giornate del festival, gli spazi di Fondazione Feltrinelli si trasformano inoltre con l’intervento di Noura Tafeche, artista e illustratrice, che diffonderà messaggi di incoraggiamento al cambiamento e alla ribellione, attraverso le sue installazioni. Esposte negli stessi giorni anche le opere degli street artist Kool Koor, KayOne e Nais realizzate appositamente per la Fondazione in un progetto site specific dello scorso maggio. Un’occasione per esplorare linguaggi, immaginari e esperienze inedite, con spettacoli e proposte che valorizzano la diversità e la molteplicità di voci che caratterizzano il nostro presente.

Mercoledì 3 luglio

La trasformazione di sè

Dalle 17.30 alle 20.00

Laboratorio di teatro
La Convenzione del potere. Esperimento 1,2,3
Con Maziar Firouzi

Un workshop di ricerca teatrale dedicato alla riscoperta dell’identità: attraverso un approccio giocoso al metodo teatrale, con la voce e con il corpo, si sperimenta lo svelamento dei meccanismi autoritari.
Il workshop sarà diviso in tre parti, un primo approccio al metodo teatrale attraverso esercizi fisici e di conoscenza del gruppo. Una seconda dedicata a pratiche giocose di straniamento e di perdita temporanea dell’identità per  attivare la consapevolezza del funzionamento dei meccanismi autoritari, negoziazione di ruoli, riscoperta del proprio nome ed infine una pratica di rilassamento e scioglimento attraverso il respiro.

 

Ore 21.30 – Spettacolo/Teatro

ELLE life show
Una produzione di Quartiatri

  • Premio #cittalaboratorio 2017, con il sostegno di Comune di Palermo, Teatro Biondo di Palermo, Orestiadi di Gibellina e in collaborazione con Spazio Franco
  • Drammaturgia e regia Dario Muratore
  • Con Dario Mangiaracina, Chiara Muscato, Marcella Vaccarino, Gisella Vitrano
  • Musiche Dario Mangiaracina
  • Luci Francesco Vitaliti

Una giovane cantante sogna di “sfondare” nel mondo della musica e si affida senza remore ad un produttore e al suo entourage. Ciò che l’aspetta è la creazione di un disco, la preparazione di un live. L’imperativo: essere all’altezza delle aspettative. Ma quando il sogno prende forma ecco emergere l’inquietante presentimento di una vita condizionata e il dubbio che quel successo non rappresenti davvero la dimora del suo talento, ma piuttosto una torre che la tiene prigioniera. Un life show costruito a doppio binario tra il testo teatrale La chiave dell’ascensore di Àgota Kristóf e una drammaturgia originale sui rapporti di potere e l’incontro con l’Altro.

Giovedì 4 luglio

La trasformazione dei sensi

 Dalle 18.30 alle 20.00 – Laboratorio di percussioni GNOGONBEN.
L’incontro
Con Moussa Sanou

Un laboratorio di percussioni africane per risvegliare la sensibilità musicale attraverso il gioco. Gnogomben che nella tradizione orale africana significa Incontro, è un’esperienza coinvolgente alla scoperta di suoni e rumori per risvegliare la creatività e l’ascolto e riappropriarsi del sé in una dimensione di gioia, divertimento e socialità consapevole.

Ore 21.30 – Concerto

YRIBA – LILLI
Con Moussa Sanou & gruppo Yiriba-Lilli

Un concerto che celebra la forza della tradizione e della cultura come fondamenta per un viaggio musicale. Il gruppo Yiriba-Lilli è frutto del talento musicale di Moussa Sanou, musicista, cantante, compositore e polistrumentista e della sua ricerca di connessioni musicali diverse e originali.

Moussa Sanou – voce leader/kora/n’goni/percussioni
Kalifa Kone – batteria
Cherif Soumano – kora
Loredana Potenza – voce/danza
Moussa Ndao – djembè/doum
Cristian Atzori – bass

Venerdì 5 luglio

La trasformazione dei corpi

Dalle 17.00 alle 20.00

Laboratorio di danza
From your Back

Con Davide Camplani
in collaborazione con Laura Aimo

Un workshop per sperimentare il potere della cura di sé e dell’altro attraverso la danza. Un insieme di pratiche semplici per “guardarsi alle spalle” e accorgersi di risorse e possibilità inesplorate del corpo, dello spazio, del gruppo. Gesti e silenzi per avvertire cosa sta dietro a ciò che solitamente vediamo, pensiamo, agiamo, per fare esperienza del potere creativo che scaturisce dall’incontro con l’altro.

 

Ore 21.30
Spettacolo/danza

SLEEP + INTERNAL FLIGHT

Una produzione Compagnia NUT
Internal Flight
Coreografie: Barbara Geiger
Con: Aurora Bassi, Claudia Gambino, Francesco Meola, Edoardo Mozzanega, Franco Reffo
Musiche: Einstuerzende Neubauten, Nils Frahm, A Filetta, Arvo Part, Estas Tonne

Sleep
Coreografie: Barbara Geiger
Con: Barbara Geiger, Claudia Gambino, Francesco Meola, Edoardo Mozzanega

Musiche: Max Richter

Due performances di danza per quattro interpreti nata dall’evoluzione di un frammento della precedente produzione della compagnia, YES! Nei due momenti coreografici si ricerca l’armonia fra la parte femminile e la parte maschile, in un’evoluzione priva di antagonismo, alla ricerca di una comunicazione possibile. Scoprendo che le due dimensioni scorrono parallele, in una corsa comune verso la stessa meta.

Sabato 6 luglio

 

La trasformazione dei luoghi

Dalle 18.00 alle 20.00
Laboratorio di suoni e immagini
Con Antonio Raia, Renato Fiorito, Cyop&Kaf

 

Un laboratorio di approfondimento con i giovani protagonisti dell’ultima serata del festival che si raccontano e svelano alcune possibili tecniche di realizzazione di una performance costruita sulla relazione tra immagine e suono. Ai partecipanti che porteranno con sé strumenti musicali o supporti grafici, verrà inoltre data la possibilità di interagire con gli artisti improvvisando canovacci di composizione musicale e disegno dal vivo.

Ore 21.30

Spettacolo/live sound – visual
Asylum
Con Antonio Raia, sax tenore, Renato Fiorito, elettronica, Cyop&Kaf, immagini live

Il sassofonista Antonio Raia e il compositore elettroacustico Renato Fiorito creano insieme una partitura dal vivo arricchita dai disegni in tempo reale di Cyop&Kaf, artisti visivi che vantano opere di street art, libri d’arte e documentari per il grande schermo.

Lo spettacolo di chiusura di Voices&Borders, Asylum – da Asilo Filangieri, l’ex orfanatrofio napoletano in cui gli artisti hanno lavorato –  trasporta il pubblico in una nuova visione del suono e dello spazio, raccontando con note, immagini e segni, la bellezza struggente della città di Napoli.

BIOGRAFIE

Maziar Firouzi:  classe 1990, italo iraniano nato a Palermo, inizia il suo percorso teatrale all’età di 13 anni con “Shakespeare salvato dai ragazzini” che lo coinvolge in vari spettacoli dal 2003 al 2007. Diplomatosi entra a far parte di compagnie indipendenti della scena palermitana e romana (a.c. sutta scupa, industria indipendente). Nello stesso periodo comincia a lavorare al cinema, con registi del calibro di Raoul Ruiz, Emma Dante, Marco Bechis e Sebastiano Riso che lo porta alla “Semaine de la Critique del Festival di Cannes“con il film “Più buio di mezzanotte”. Nel 2014 lavora con Gianfranco Cabiddu a “La stoffa dei sogni”, Federico Cruciani per “Il ragazzo di vetro” e in “LO SCAMBIO” di Salvo Cuccia. Nel 2015 inizia un percorso didattico presso la scuola dell’Oltrarno, fondata a Firenze da Pierfrancesco Favino, facendo così parte della selezione per la prima classe dalla neo scuola triennale. Maziar partecipa a progetti di arti visive e performance in collaborazione con artisti di fama internazionale quali Manfredi Beninati, i Masbedo e Taus Makacheva. Al momento sta portando avanti un lavoro personale di arte digitale e di installazioni sotto lo pseudonimo di Timo Firouzi.


Moussa Sanou: proviene da una grande famiglia di musicisti: sua nonna era una “griotte” (cantastorie) di grande notorietà, sua madre era cantante e si esibiva in musiche tradizionali e suo padre suonava la batteria in un’orchestra. Dall’età di 7 anni inizia a suonare il djembé (tamburo di origine africana) e crescendo integra la sua preparazione musicale collaborando con il gruppo Feeling Jazz nel quale perfeziona lo studio delle percussioni; all’età di diciotto anni inizia a comporre canti e musiche e a portare a termine i suoi primi arrangiamenti musicali. Moussa è compositore, canta e suona la kora (arpa africana a 21 corde), il balafon, il djembé, il tambour d’aisselle, l’n’goni, il bara, ildoum-doum (tamburi bassi), le maracas, le cloches, tutti strumenti da lui stesso costruiti su modelli e materiali tradizionali; è un vero “griot”, cioè un cantastorie.


Il gruppo Yiriba-Lilli è frutto del talento musicale di Moussa Sanou e della sua ricerca di connessioni musicali diverse e originali; la traduzione del nome del gruppo possiede già in sé un significato importante: “le radici del grande albero”, infatti, spiega che la forza della tradizione e della cultura sono le fondamenta per questo viaggio musicale…(“Quando vedi l’albero crescere non è grazie alle sue foglie, bensì grazie alle sue forti radici…”). Il gruppo nasce nel 1998 a Bobo Dioulasso in Burkina Faso (il “paese degli uomini integri”) grazie alla collaborazione fra artisti africani e artisti provenienti da vari paesi come la Svizzera, la Germania, la Francia, l’Italia, il Canada, e altri ancora.


Davide Camplani è danzatore della compagnia berlinese Sasha Waltz & Guests dal 1999. Al suo interno conduce e coordina dal 2007 percorsi di danza per bambini, offre regolarmente il warm up/training dei danzatori della compagnia ed è responsabile di progetti educativi specifici, quali: “From… To” (2009/2010), MusicTanz “Carmen” (2012), “Open Your Ears” (2015). In qualità di coreografo ha curato: Lilith Return (2012), Schwestern (2014), Amal Project (2016).


Laura Aimo è assegnista di ricerca in Educazione estetica presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore. La sua ricerca teorica e pratica unisce l’arte della parola e quella del gesto al fine di accompagnare bambini e adulti a scoprire e manifestare i propri desideri, doni e talenti. L’ultima sua pubblicazione è Corpo danza creazione. Sasha Waltz & Guests (Mimesis 2018).


COMPAGNIA NUT

NUT nasce come compagnia indipendente nell’estate del 2007 e si struttura Associazione Culturale nel 2008. Fondata da Barbara Geiger e Franco Reffo, svolge un lavoro di ricerca sul movimento nell’ambito della danza contemporanea, con particolare attenzione al lavoro di partnering a due, tre o più interpreti. Interamente basate su peso, percezione, musicalità, queste relazioni trovano forma attraverso l’espressione energetica del corpo nelle sue modulazioni. Un processo creativo che mira ad un rinnovato e al tempo stesso più remoto senso della danza 


Antonio Raia è un giovane musicista e improvvisatore napoletano.
“Asylum”, pubblicato il 16 novembre 2018 dalla portoghese Clean Feed Records (Evan Parker, Mats Gustafsson, William Parker), è il suo LP d’esordio e fa seguito a un paio di EP e molte esperienze in studio e dal vivo, anche al fianco di nomi come Chris Corsano, Adam Rudolph, Elio Martusciello, Alvin Curran, Ken Vandermark, Caterina Palazzi etc. Asylum porta con sé importanti metafore sociopolitiche: il titolo rimanda al concetto quanto mai attuale di essere umano come accoglienza verso il prossimo, di casa come rifugio, ed è intimamente legato all’Asilo Filangieri, un ex orfanotrofio nel cui refettorio in disuso si sono svolte le incisioni. Il sax tenore è il protagonista assoluto del disco: suonato senza sovrastrutture né filtri, in modo viscerale, vibrante, scarno e poetico, incarna sia nei momenti più esplosivi e vulcanici sia in quelli più pacati e riflessivi la bellezza struggente e disperata della metropoli partenopea. Di fondamentale importanza, in tutto ciò, è l’apporto del “partner in crime” Renato Fiorito, fonico e compositore elettroacustico, che ha individuato dieci microfoni da distribuire nell’ex Asilo secondo specifici parametri e che, dal vivo, aggiunge dell’elettronica in field recording per ricreare un setting in cui muoversi.  In un’epoca di conflitti, il sax di Antonio Raia apre all’empatia. Ritornando alla radice e alla sua semplice complessità.

cyop&kaf da oltre venti anni vanno infestando la loro città con segni che i più definiscono inquietanti. Utilizzano ogni mezzo necessario affinché i luoghi, loro stessi, e le persone che li vivono, possano trasformare innanzitutto la percezione spesso incrostata che hanno di sé stessi. Per queste e mille altre ragioni sconfinano talvolta nella scrittura (napolimonitor.it), nell’urbanistica (Quartieri Spagnoli / Taranto), nel cinema. Fanno ricerca insomma, e hanno pure vinto dei premi, ma questo veramente non importa.


Installazione site-specif di
Noura Tafeche 
Nata e cresciuta a Milano, è un’autodidatta nel disegno . Si è laureata in Nuove Tecnologie per l’Arte all’Accademia di Brera, dove non ha mai toccato una matita un solo giorno, ma è entrata in una dimensione parallela dove i cyborg, le sottoculture digitali, le stranezze e gli enigmi di internet erano il pane quotidiano per sostenere gli esami. I suoi lavori sono disegni realizzati a mano, in miniatura, preferibilmente matite su carta. Dedica molto tempo alla ricerca e attraverso questo studia con l’obiettivo di scoprire e assemblare in disegno le diverse sensibilità, intuizioni e pratiche sociali che siano in grado di attraversare quanti più continenti e secoli possibili: dai sistemi di scrittura dimenticati e distrutti dal colonialismo, al tema della sorveglianza di massa fino all’importanza del sogno nelle diverse culture del mondo.


Opere in mostra di:
KayOne, writer e artista milanese, tra i primi a cogliere la cultura del Writing americano e a svilupparla a Milano a fine degli anni ’80. Il suo lavoro su muro è legato alla cultura del Writing che da decenni ha conquistato Milano.

Kool Koor inizia la sua carriera artistica a New York verso la metà degli anni 70, durante il boon del Graffiti Writing di cui è uno dei capostipiti. Già all’inizio degli anni 80 espone i suoli lavori in tutto il mondo affiancando artisti come haring e Basquiat. Le sue opere sono esposte in diversi musei del mondo, tra cui il Metropolitan di New York.

Nais, giovane street artist milanese dallo stile originale e innovativo, ha preso parte a numerosi eventi artistici nazionali e internazionali, colorando con le sue inconfondibili figure femminili i muri di molte città. La sue creazioni portano a fare una riflessione sull’uomo, la natura e la città.

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