L’allarme di migliaia di giovani confinati ai margini della vita economica, politica e sociale delle nostre comunità fa stato di una situazione di disagio diffuso e che preoccupa. Ci sono territori, più di altri, in cui l’isolamento dei giovani è ampiamente percepibile. C’è chi abbandona la scuola, chi non studia e non lavora, chi decide di partire perché lì, dove è nato e cresciuto, non ci sono chance di vita, opportunità di realizzarsi, di cercare un futuro stabile e sostenibile. Sono territori dove si concentrano e verificano alcune, o a volte tutte, condizioni di fragilità che rendono spesso inadeguato il contesto per i bambini e i ragazzi che li abitano incidendo sulla loro possibilità di apprendere, coltivare i propri talenti, fare esperienze di vita, esplorare la realtà che li circonda.

In questo contesto l’isolamento dei giovani e le loro condizioni di marginalità e vulnerabilità sociale non è solo una questione di risorse economiche e di infrastrutture, ma anche di assenza di relazioni, spesso di adulti (genitori e insegnanti) non capaci di adempiere al loro ruolo educante, di luoghi privi di linfa vitale e culturale, di scuole che non riescono a “tenere dentro” i ragazzi, di politiche – che esse siano sociali, urbanistiche, socio-sanitarie, ed educative – incapaci, sembrerebbe, di includere al centro del loro intervento una riflessione di tipo pedagogico.

 

Di questo e molto altro discuteremo il 14 ottobre nell’ambito di “Tra vecchie e nuove povertà. La sfida dell’educazione e dei territori per ricucire il Paese”, un incontro pubblico pensato per rispondere a due domande: come allestire opportunità di emancipazione per i giovani, soprattutto per coloro che vivono in territori fragili e marginali? È possibile partire dall’educazione per riattivare nelle ragazze e nei ragazzi la fiducia di apprendere e scommettere sul proprio futuro?

Tra gli ospiti Elisabetta Dodi (Centro di Ricerca sulle Relazioni Interculturali), Giulio Cederna (giornalista, ideatore e curatore de “L’Atlante dell’Infanzia a Rischio”), Valeria Troia (Movimento Civico Prossima), Enrico Saraval (Associazione Amici di Edoardo).

Il dibattito prenderà avvio a partire dalla pubblicazione I ragazzi ci ri-guardano. Famiglie, scuola e territorio a contrasto delle povertà educative promossa dalla Fondazione Giangiacomo Feltrinelli.

In collaborazione con Fondazione Marazzina

Torna alle altre news >>