Cinque appuntamenti con il filosofo e psicoanalista argentino Miguel Benasayag per comprendere la complessità in cui viviamo, condizionata dagli effetti antropologici, psicologici, cognitivi dell’accelerazione digitale. Contro la tendenza alla semplificazione che riduce le nostre esperienze a istantanee lineari e prevedibili, il ciclo e un invito a riscoprire il potenziale della nostra singolarità, il fascino delle diversità e la ricchezza dei rapporti con gli altri e con il mondo. Il primo appuntamento, ad ingresso libero, è in programma per venerdì 24 gennaio alle 18:30 in Fondazione Giangiacomo Feltrinelli.

Il primo appuntamento: La società che cambia. Dalla promessa alla minaccia

Secondo Benasayag viviamo in un’epoca che ha cambiamento “senso” passando da un futuro che doveva essere di liberazione ed emancipazione – quindi fondato   sul mito “che tutta la negatività sarebbe sparita e che il domani sarebbe stato migliore” – a un futuro minaccia. Con la fine dell’epoca della modernità e l’inizio della post-modernità, siamo cioè entrati in una nuova fase della storia che vede l’incontro dell’uomo con una società complessa non più basata su logiche lineari e deterministiche con cui guardare e abitare la realtà. Una società che non sa pensare e avere a che fare col fatto che la minaccia permanga.

L’umanità si trova in una perdita assoluta di senso, in uno stato di rottura con la società, con gli altri e ancor più con sé stessi. Nel passaggio di queste due epoche (il futuro “promessa” e il futuro “minaccia”) assistiamo a una trasformazione radicale dell’individuo nell’incontro con la complessità del tempo presente. Sono a rischio le singolarità e le abitudini dell’uomo, si registra una perdita dei propri spazi interiori assieme alla capacità di riflettere su sé stessi e su ciò che ci circonda. Benasayag parla di una grande perdita di un modo di esistere e convivere, di ciascuno di noi, con l’intimità.

In questo quadro, la diffusione della rete e l’affermarsi di una società sempre più digitale, hanno modificato, come afferma Marco Aime, completamente il nostro modo di comunicare e relazionarci. Oggi le conversazioni sono private di dimensioni che da sempre hanno contraddistinto l’interazione umana: il corpo, le emozioni ma anche la voce che nella rete viene avvertita come un’intrusione, con il risultato paradossale che in un mondo più interconnesso, ci si sente sempre più soli.

L’individualismo della società urbano-industriale ci ha spinti così a rinchiuderci sempre di più ciascuno nella propria bolla, senza però rafforzare quella capacità di introspezione, utile a comprendere noi stessi, gli altri e il mondo che ci circonda.

L’incontro intende interrogarsi su risposte e alternative percorribili per riscoprire il potenziale della nostra singolarità, tornare a costruire, anche grazie alle opportunità offerte dal digitale, nuove reti sociali, nuove forme di reciprocità, incontro e scambio per generare cura di sé e alimentare voglia di futuro.

In dialogo con Marco Aime dell’Università degli Studi di Genova  e Marco Balzano, scrittore e insegnante alle ore 18.30 in Fondazione Giangiacomo Feltrinelli, La società che cambia. Dalla promessa alla minaccia primo appuntamento di Cinque lezioni di complessità.

A cura di e con

Miguel Benasayag, filosofo e psicanalista

In collaborazione con Finecobank, una delle più importanti banche Fintech in Europa e tra i principali player nel Private Banking in Italia.

 

Biografia dei partecipanti

Miguel Benasayag

Filosofo e psicanalista di origine argentina. Si occupa di problemi dell’infanzia e dell’adolescenza e dell’interazione tra tecnologia ed essere umano È autore di moltissime opere, alcune delle quali tradotte in italiano. Con Feltrinelli ha pubblicato L’epoca delle passioni tristi (con Gérard Schmit; 2004), Contro il niente. Abc dell’impegno (2005) e Elogio del conflitto (con Angélique del Rey; 2008). Vive a Parigi.

Marco Aime
Antropologo e scrittore. Insegna Antropologia culturale presso l’Università di Genova. Tra i suoi libri «Eccessi di culture» (2004) e «Contro il razzismo. Quattro ragionamenti» (2016), pubblicati da Einaudi, nonché «L’isola del non arrivo» (Bollati Boringhieri, 2018). Ha di recente pubblicato con il Mulino “Comunità” con cui si interroga su come ricostruire un “noi” fondato su autentici legami di prossimità.

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