Ravenna Festival a Cervia – Milano Marittima - PER L’ALTO SALE – Il trebbo in musica 2.0. Paolo Rumiz, Quell’Europa che viene da Oriente con Fabio Mina flauti e live electronic

“Che cos’è l’Europa? Quali sono i suoi confini? A Oriente nessun limite, il vecchio continente si confonde con l’Asia, a Occidente invece si, c’è l’oceano, oltre il quale per millenni nessuno è potuto andare. È da Oriente che sempre sono arrivati i popoli che si sono fermati qui e di cui siamo figli noi europei, e andare verso Oriente è un po’ come tornare alle origini”. Forse è per questo che da anni lo sguardo di Paolo Rumiz è puntato a Oriente, del resto, come racconta: “sono triestino, nella mia città abbiamo avuto mercanti armeni, greci, libanesi, turchi… da noi chi ha orecchie per intendere e fiuto per annusare sente il profumo di quelle terre”.
E allora per lui, camminatore e scrittore, viaggiare in quelle terre significa cogliere le affinità, rintracciare le radici comuni, ascoltare canti che rappresentano fedi diverse, cristiane, musulmane, ebraiche… ma celebrano lo stesso mistero. E allo stesso modo, Fabio Mina, tra i più affermati flautisti italiani, si lascia affascinare dalle musiche di quel versante del mondo, l’Oriente: dalla tradizione classica indiana alle tecniche dei più diversi strumenti a fiato come l’hulusi cinese, il duduk armeno, il flauto bansuri o il fujara slovacco.
Due spiriti irrequieti, che si incontrano sul filo di un racconto che si volge a Oriente per guardare dentro ognuno di noi.

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Il filo infinito
Paolo Rumiz

Paolo Rumiz

Paolo Rumiz, triestino, è scrittore e viaggiatore. Con Feltrinelli ha pubblicato La secessione leggera (2001), Tre uomini in bicicletta (con Francesco Altan; 2002), È Oriente (2003), La leggenda dei monti naviganti (2007), Annibale (2008), L’Italia in seconda classe. Con i disegni di Altan e una Premessa del misterioso 740 (2009), La cotogna di Istanbul (2010, nuova edizione 2015; Audiolibri “Emons-Feltrinelli”, 2011), Il bene ostinato (2011), la riedizione di Maschere per un massacro. Quello che non abbiamo voluto sapere della guerra in Jugoslavia (2011), A piedi (2012), Trans Europa Express (2012), Morimondo (2013), Come cavalli che dormono in piedi (2014), Il Ciclope (2015), Appia (con Riccardo Carnovalini; 2016), Il filo infinito. Viaggio alle radici d'Europa (2019) e, nella collana digitale Zoom, La Padania (2011), Maledetta Cina (2012), Il cappottone di Antonio Pitacco (2013), Ombre sulla corrente (2014), Gulaschkanone (2017).

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