Dialogo, empatia, cosmopolitismo:
la curiosità verso l’Altro
contro la chiusura

"Non c’è un modo soft per essere razzisti ma un unico modo per non esserlo"



Partendo dalla lettura del libro di Gabriella Nobile I miei figli spiegati a un razzista, edito da Giangiacomo Feltrinelli Editore, con la prefazione della Senatrice Liliana Segre, i ragazzi delle scuole secondarie di I e II grado saranno guidati dall’autrice stessa e dagli esperti del CIAI (Centro Italiano Aiuti all’Infanzia) in un dialogo su esclusione, discriminazione, xenofobia, mirato a comprendere le motivazioni psicologiche che spingono ad assumere tali posizionamenti ideologici. Abbattendo stereotipi e pregiudizi, si promuoverà la sensibilità culturale a valori quali integrazione, inclusione, accoglienza.

Il progetto

Attraverso la lettura del testo e la discussione in classe ci proponiamo di:

  • sensibilizzare gli studenti ai nuovi orizzonti della multiculturalità
  • prevenire lo sviluppo di atteggiamenti di intolleranza e chiusura difensiva
  • tutelare e sviluppare la presenza delle altre culture in classe
  • valorizzare le caratteristiche di cui ciascuno è portatore, per elaborare la vergogna, l’impotenza e la paura di essere diversi
  • riconoscere il pluralismo come risorsa ricca e stimolante nella crescita della società civile
  • rafforzare l’identità individuale e di gruppo, portando il ragazzo a riflettere su di sé, sugli altri, sugli stereotipi, pregiudizi in maniera critica.


Il contesto

Negli ultimi anni in Italia sono drammaticamente aumentati i sentimenti di xenofobia e razzismo e con essi gli episodi di discriminazione.
Diventa fondamentale promuovere una cultura che favorisca il rispetto e la valorizzazione delle differenze.
Alcuni fenomeni stanno mutando lo scenario dell’educazione nell’epoca contemporanea:

  • le migrazioni internazionali
  • l’adozione internazionale: l’Italia è il secondo paese al mondo per numero di adozioni internazionali, ed è sempre più frequente che bambini ma anche preadolescenti vengano inseriti nel contesto scolastico relativamente poco tempo dopo l’arrivo in famiglia
  • la globalizzazione: gli orizzonti culturali delle persone si aprono a una sempre maggiore diversità e al confronto tra norme, modelli e linguaggi.


La presenza di alunni con radici culturali o storie diverse, legate alle migrazioni ma anche all’adozione internazionale, deve trasformarsi in un’opportunità.
Non basta convivere bisogna costruire insieme una nuova rappresentazione culturale fondata sull’accoglienza, educando e formando persone consapevoli dell’esistenza del fondamentale rispetto di se stesso e dell’altro e della diversità di ognuno.

Come funziona?

Si proporrà alle classi di leggere I miei figli spiegati a un razzista, di Gabriella Nobile. Una volta completata la lettura del libro, sarà organizzato un incontro/dibattito con l’autrice e con uno psicologo del CIAI.
Nel corso dell’incontro, di una durata tra i sessanta e i novanta minuti, saranno riproposti alcuni brani del testo, che offriranno lo spunto per la discussione sui temi della diversità, dell’inclusione, dell’intolleranza e della multiculturalità.

La presenza dello psicologo aiuterà ad affrontare in modo aperto e costruttivo eventuali conflitti, facilitando un’elaborazione collettiva degli argomenti.

Per avviare il progetto

Si richiede l’acquisto del libro tramite una libreria concordata con l’editore.

Le scuole sono inoltre invitate a sostenere con una donazione il progetto del CIAI Pomeriggi insieme (www.ciai.it/italia-prossima/pomeriggi-insieme/).
Un Centro pomeridiano nella periferia di Palermo, dove la dispersione scolastica è un rischio molto concreto. Qui i bambini vengono seguiti e coinvolti in diverse attività educative e artistiche con la guida di educatori e psicologi, inoltre sperimentano la ricchezza della multiculturalità grazie ad animatori speciali: i ragazzi migranti del vicino SPRAR.

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