La poesia ci libera, scava dentro desideri, paure e aspettative per restituirci una nuova visione del mondo e di noi stessi.

A parlare di questo suo potere “muscolare”, capace di muovere magicamente le passioni, in occasione della Giornata mondiale della Poesia, Nicola Crocetti, fondatore della casa editrice Crocetti e promotore di questa giornata, è protagonista dell’incontro “Poesia Libera Tutti” in dialogo con la giornalista Laura Pezzino.

L’evento, in programma lunedì 22 marzo alle ore 18.30 in diretta dalla Feltrinelli Piazza Piemonte a Milano, verrà trasmesso sui canali social di Librerie Feltrinelli, Feltrinelli Editore e Crocetti.

Un percorso che prende le mosse dall’esperienza concreta della casa editrice e dal recente successo di critica e pubblico dell’Odissea di Nikos Kazantzakis, per arrivare a interrogarsi sul linguaggio della poesia e sulle sue future sfide.

Odissea
Nikos  Kazantzakis

Nikos Kazantzakis

Nikos Kazantzakis nasce a Iraklio (Creta) nel 1883. Studia Giurisprudenza ad Atene e completa la sua formazione a Parigi, dove segue le lezioni di Henri Bergson e conosce la filosofia di Nietzsche, da cui rimane fortemente influenzato. La sua opera è sterminata: compila dizionari ed enciclopedie, scrive libri per ragazzi e di viaggio, romanzi, testi teatrali e filosofici, una storia della letteratura russa, poemetti e sceneggiature per il cinema. Traduce in neogreco Platone e i poemi omerici, ma anche Bergson, Nietzsche, Darwin, Eckermann, Goethe, Büchner, Maeterlinck, Machiavelli, la Commedia di Dante e i maggiori poeti spagnoli del Novecento. Viaggia incessantemente per tutta la vita e visita molti Paesi. Dopo la Seconda guerra mondiale ricopre una carica importante all’Unesco per un progetto di valorizzazione e traduzione delle maggiori opere della letteratura mondiale. Osteggiato e incompreso in patria e deluso dalla situazione politica greca, si stabilisce ad Antibes. Nel 1953 viene scomunicato dalla Chiesa ortodossa per il romanzo L’ultima tentazione. Nel 1956 riceve il prestigioso Premio per la pace e l’anno successivo perde per un solo voto il Premio Nobel per la letteratura, assegnato ad Albert Camus, che gli scrive: “Voi l’avreste meritato cento volte di più”. Poco dopo, pur malato di leucemia, s’imbarca per un viaggio in Cina e in Giappone. Al ritorno, contrae una grave infezione e si spegne a Friburgo il 26 ottobre 1957. Il funerale a Iraklio è seguito da una folla immensa: il suo corpo viene inumato sul bastione Martinengo. Aveva infatti espresso il desiderio di guardare per sempre il mare e i monti della sua Creta. Sulla tomba spoglia si legge l’epitaffio da lui dettato: “Non spero niente. Non temo niente. Sono libero”.

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