Paolo Di Paolo ha scritto alle studentesse e agli studenti una lettera, pubblicata su "la Repubblica", che invita a ripensare al significato di "ultimo giorno di scuola", perché in fondo non è mai davvero l'ultimo.

"Non è l'ultimo giorno di scuola se pensi che passa di lì la scommessa su una comunità resistente e duttile, resistente perché duttile. Non è l'ultimo giorno di scuola se pensi a scuola le ragazze e i ragazzi italiani nati in Italia da genitori stranieri sono cittadini di questo Paese, quando ancora la Politica non glielo riconosce. Non è l'ultimo giorno di scuola se pensi che solo tra i banchi si può alimentare una cultura del rispetto e dell'uguaglianza fra orientamenti sessuali diversi, una cultura del rispetto e dell'uguaglianza e della dignità delle donne, mentre parte della società resta indietro e non riesce a rompere vecchi e perniciosi schemi."

Sul sito www.feltrinelliscuola.it, Paolo Di Paolo risponde alle domande degli studenti sui grandi temi e gli autori della letteratura del Novecento, per prepararsi al colloquio della Maturità.

Paolo Di Paolo

Paolo Di Paolo

Paolo Di Paolo è nato nel 1983 a Roma. Ha pubblicato i romanzi Raccontami la notte in cui sono nato (2008), Dove eravate tutti (2011; Premio Mondello e Super Premio Vittorini), Mandami tanta vita (2013; finalista Premio Strega), Una storia quasi solo d’amore (2016), Lontano dagli occhi (2019) Premio Viareggio-Rèpaci, tutti nel catalogo Feltrinelli e tradotti in diverse lingue europee. Molti suoi libri sono nati da dialoghi: con Antonio Debenedetti, Dacia Maraini, Raffaele La Capria, Antonio Tabucchi, di cui ha curato Viaggi e altri viaggi (Feltrinelli, 2010), e Nanni Moretti. È autore di testi per bambini, fra cui La mucca volante (2014; finalista Premio Strega Ragazze e Ragazzi) e I Classici compagni di scuola (Feltrinelli, 2021), e per il teatro. Scrive per “la Repubblica” e per “L’Espresso”.

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