Descrizione

“Sono troppi, ci rubano i posti migliori, lavorano per pochi soldi, occupano i letti degli ospedali, sono rumorosi, non si lavano.”
Nel 1970 viene indetto in Svizzera il primo referendum contro gli stranieri nella storia d’Europa. E gli stranieri eravamo noi.

Recensioni d'autore

  • Ha il rigore del saggio e l'accento lirico e avvincente del racconto di chi, quelle asperità, le ha vissute in prima persona.

  • Una storia che a raccontarla ogni volta sembra incredibile.

  • Il tentativo di ricordarci che, quando si parla di immigrazione, si parla delle vite, delle relazioni e delle sofferenze che la condizione di "emigrato" comporta.

  • Fanno rabbrividire le descrizioni delle condizioni di vita nelle baracche, gli insulti, gli atteggiamenti razzisti...

  • Pagina amara di storia sociale tricolore.

  • Forte e spiazzante.

  • Quando i migranti eravamo noi, lo slogan era: "Prima gli svizzeri".

  • Racconta di quando i migranti eravamo noi italiani, di viaggi in Svizzera su treni affollati come barconi, di baracche degradate per abitare una vita spiazzata...

  • Ci ricorda un pezzo misconosciuto della nostra storia.

  • L'autore sa di che cosa parla, e infatti il libro è qualcosa a metà fra il reportage e il romanzo familiare...

Conosci l’autore

Concetto Vecchio

Concetto Vecchio (1970) è giornalista nella redazione politica di “Repubblica”. Vive a Roma. Ha scritto Vietato obbedire (2005), un saggio sul ’68 alla facoltà di Sociologia di Trento, con cui ha vinto il premio Capalbio e il premio Pannunzio; Ali di piombo (2007), sul movimento del ’77 e il delitto Casalegno; Giovani e belli (2009). Con Feltrinelli ha pubblicato Giorgiana Masi. Indagine su un mistero italiano (2017) e Cacciateli! Quando i migranti eravamo noi (2019).

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Extra

Dettagli

Marchio: 
FELTRINELLI
Data d’uscita: 
Luglio, 2020
Collana: 
Universale Economica Storia
Pagine: 
192
ISBN: 
9788807893834
Genere: 
Tascabili