Non c ’è assolutamente nulla da eccepire alla decisione del sindaco di Diano Marina. La legge è dalla sua parte e come si sa -dopo il calar del sole non ci si può immergere nell’acqua, passeggiare sulla spiaggia, far correre il cane o guardare la luna. Naturalmente non si può portare una chitarra e cantare delle canzoni intorno ad un vecchio tronco che brucia. Nessun adolescente può prendersi la prima ciucca della sua vita. Nessuno pensi neppure lontanamente di rollarsi uno spino. Nessuno si faccia passare neppure dall’anticamera del cervello la pazza idea di addormentarsi vicino al pattino di salvataggio con l’idea di vedere l’alba. O di srotolare un sacco a pelo. O di far l’amore nascosti dietro una pila di sedie a sdraio. E’ la legge, che tutela la nostra sicurezza. Ed è il grido di dolore che coinvolge i gestori di 110 stabilimenti balneari che lavorano sul lungo arenile di Diano. Quella spiaggia accuratamente pettinata ogni sera e poi chiusa e sigillata, che la mattina si ritrova lorda di tutti peccati commessi con l favore delle tenebre: lattine, vetri rotti, preservativi e siringhe.

Ha ragione il sindaco. E dal momento che lo Stato non è in grado di controllare tutto il lungo territorio, sopperisca il privato, la "Security", addestrata a cogliere le intenzioni, i preliminari (quel furtivo togliersi le scarpe, quell’arrotolarsi pantaloni sotto il ginocchio...) che preludono al crimine. La Security, poi, con le nuove tecnologie, avvertirà gli sbirri che interverranno (senza fare ululare sirene, per rispetto della quiete), prenderanno in flagranza trasgressori e compileranno un verbale di contravvenzione per 500 euro di multa.

Tutto bene, anche perché questi soggetti tendenti al crimine li conosciamo bene. Mica sono a Diano Marina per fare vacanza: sono giovinastri senza né arte né parte, spesso stranieri, che non dormono in albergo, ma si accampano. Loro e la loro dubbia igiene, i loro anelli nelle orecchie, il vino dozzinale, i loro cani pulciosi e la corte dei miracoli di marocchini spacciatori con cui vivono in simbiosi. Basta. Mi dispiace per lei, cara signora che avrebbe voluto fare una passeggiata romantica con suo marito in riva al mare a guardare la luna.

Per colpa di qualcuno, non si fa più credito a nessuno. Diano Marina rompe gli indugi e si pone all’avanguardia del Ponente. Qui lo possiamo fare perché i comuni sono di destra. Ma vedrà, signora, che anche il Levante, dove votano a sinistra, seguirà.

Diventerà più bella, la Riviera? Speriamo di sì. Sicuramente sarà più ordinata: ore nove ingresso in spiaggia, ore diciannove, uscita. Segue gelato (volontario) e nanna. Sarà bellissimo. Ma che cosa succederà se uno degli agenti della Security, una notte serena, vedrà specchiarsi una struggente luna sull’acqua, si toglierà i vestiti, lascerà il telefonino vicino alle scarpe e andrà a farsi un tuffo? I suoi colleghi lo denunceranno o lasceranno correre? Mi auguro di no, mi auguro che il sindaco sappia avere la mano di ferro. Se mi darà queste assicurazioni, la prossima estate verrò a scontare volentieri la mia pena estiva a Diano Marina, perché quando sono in vacanza una cosa mi piace più di tutte: l’ordine.

Enrico Deaglio

Enrico Deaglio

Enrico Deaglio

Enrico Deaglio, nato a Torino nel 1947, giornalista, conduttore televisivo e scrittore, ha diretto i quotidiani “Lotta Continua” e “Reporter”, e il settimanale “Diario”. Tra le sue opere: Cinque storie quasi vere (Sellerio, 1989), La banalità del bene (Feltrinelli, 1991), Il figlio della professoressa Colomba (Sellerio, 1992), Raccolto rosso. La mafia, l’Italia (Feltrinelli, 1993), Besame mucho (Feltrinelli, 1995), Bella ciao (Feltrinelli, 1996), Patria. 1978-2008 (il Saggiatore, 2009), Il raccolto rosso 1982-2010. Cronaca di una guerra di mafia e delle sue tristissime conseguenze (il Saggiatore, 2010), il romanzo Zita (il Saggiatore, 2011), Il vile agguato (Feltrinelli, 2012), La felicità in America (Feltrinelli, 2013), Indagine sul ventennio (Feltrinelli, 2014), Patria. 1967-1977 (Feltrinelli, 2017), La bomba. Cinquant’anni di Piazza Fontana (Feltrinelli, 2019). Dal 2012 risiede a San Francisco.

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