Londra - Ci sarebbe la firma di al Qaeda dietro gli attentati di Nassiriya contro i carabinieri italiani e di Istanbul contro due sinagoghe ebraiche. La rete del terrore che fa capo a Osama bin Laden lo annuncia inviando una serie di e-mail a giornali arabi con sede a Londra, attraverso i quali avverte la comunità internazionale sulle sue prossime mosse: altri attacchi, probabilmente altre automobili cariche di tritolo, colpiranno obiettivi "in Gran Bretagna, in Italia, in Australia e in Giappone". Da Londra a Roma, da Sidney a Tokyo: il mondo, particolarmente quello schierato al fianco dell' America in Iraq, si ritrova nel mirino. Il primo comunicato arriva con una e-mail al settimanale saudita al-Majallah, pubblicato a Londra in arabo. Il mittente è Abu Mohammed al-Ablay, conosciuto come un alto dirigente di al Qaeda. Dice: "I nostri attacchi saranno dolorosi e ciò che abbiamo fatto agli italiani in Iraq, contro il loro comando a Nassiriya, è un esempio". Il "megafono" usato potrebbe rivelarsi credibile, se non altro perché è la seconda volta che al Qaeda lo adotta come mezzo per trasmettere al "nemico" le sue farneticanti dichiarazioni: al-Majallah aveva già ricevuto una e-mail all' inizio di novembre, in cui l' organizzazione di bin Laden rivendicava l' attentato che qualche giorno prima aveva fatto diciotto morti in Arabia Saudita. Ieri il bis: sarebbe stata dunque al Qaeda a uccidere anche i diciannove italiani caduti a Nassiriya. Il secondo comunicato raggiunge, sempre per e-mail, un altro giornale della vasta comunità araba di Londra: al Quds (Gerusalemme in arabo) al-Arabi. Il suo direttore, Abdel-Bari Atwan, intervistato negli studi londinesi di al Jazeera, rivela che la posta elettronica gli ha portato la rivendicazione di al Qaeda per gli attentati contro le sinagoghe di Istanbul, in cui hanno perso la vita ventitré persone. "Il messaggio afferma che hanno compiuto l' attacco dopo avere scoperto che agenti del Mossad (il servizio segreto israeliano, ndr) lavoravano clandestinamente nelle due sinagoghe", dice Abdel-Bari Atwan. Un' accusa delirante, ma che fa sempre effetto in un mondo arabo pronto a immaginare la mano del Mossad dappertutto. Il direttore di al Quds al-Arabi aggiunge che l' e-mail contiene ulteriori minacce: al Qaeda progetterebbe nuovi attacchi in Gran Bretagna, Italia, Australia, Giappone. "Se il Giappone vuole partecipare più attivamente alla guerra in Iraq", afferma un passaggio del comunicato, "non esiteremo a colpire fino a Tokyo". A firmare è una divisione di al Qaeda nota come Brigate Martiri Abu Hafz al-Majri, possibile riferimento a Mohammed Atef, noto anche come Abu Hafz, uno dei principali collaboratori di bin Laden, morto sotto i bombardamenti americani in Afghanistan. Due e-mail firmate al Qaeda nell' arco di poche ore, entrambe inviate a Londra, per rivendicare i due ultimi sanguinosi attentati e per minacciarne dei nuovi, rappresentano qualcosa di più di un segnale. A Londra, infatti, domani arriva George W. Bush per la prima visita di stato di un presidente americano nel Regno Unito in oltre mezzo secolo: e ci arriva in condizioni di sicurezza eccezionali, con la Gran Bretagna in stato di massima allerta per la possibilità, ammette Scotland Yard, di un attentato di al Qaeda. Forse perfino di un tentativo di assassinare il presidente americano a Buckingham Palace. Ma se Londra si prepara a giornate ad alta tensione, in queste ore Italia, Australia e Giappone non stanno molto meglio.
Enrico Franceschini

Enrico Franceschini

Enrico Franceschini (Bologna, 1956), giornalista e scrittore, è da più di trent'anni corrispondente dall’estero per “la Repubblica”, per cui ha ricoperto le sedi di New York, Washington, Mosca, Gerusalemme e attualmente Londra. Nel 1994 ha ricevuto il Premio Europa per le sue corrispondenze sul golpe di Mosca. Per Feltrinelli ha pubblicato La donna della Piazza Rossa (1994), Russia. Istruzioni per l’uso (1998), Fuori stagione (2006), Avevo vent’anni. Storia di un collettivo studentesco. 1977-2007 (2007), Voglio l’America (2009), L’uomo della Città Vecchia (2013) e Scoop (2017).

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