Londra – È lecito vendere un organo umano? Qualcuno, in Inghilterra, pensa di sì. La British Medical Association, l' ordine dei medici britannico, ha cominciato a discutere ieri a porte chiuse una questione che per molti rimane un inviolabile tabù etico. La rivoluzionaria proposta viene da uno stimato docente di bioetica all' università di Manchester, il professor John Harris, convinto che la legalizzazione del commercio di organi, permettendo un maggior numero di trapianti, potrebbe salvare ogni anno migliaia di vite. Ma il suo punto di vista ha sollevato un' ondata di critiche: «Il corpo umano non è una proprietà qualsiasi, come una casa o un' automobile», dice tra gli altri il dottor Alistair Campbell della Bristol University. «Vendere parte di un uomo significa vendere un uomo. Non è un bene che si può legalmente commercializzare». Nel Regno Unito, come del resto in Italia e nella maggior parte dei paesi occidentali, esiste una legge che regolamenta la materia. Gli organi per un trapianto si possono solamente donare: una scelta libera, nel caso che avvenga a favore di un parente, oppure da sottoporre all' approvazione di un' apposita commissione medica. Esiste anche, tuttavia, un mercato nero, un commercio illecito di organi umani: dall' India alla Moldavia, i paesi poveri sono un terreno fertile per spregiudicati mediatori che vanno a caccia di organi da vendere a qualche ricco cliente che ha necessità di un trapianto. La Bbc ha recentemente trasmesso un' inchiesta su un villaggio rumeno in cui decine di uomini si erano venduti un rene per tirare avanti. Ma il fenomeno si verifica anche in Occidente: qualche mese fa, in Inghilterra, una donna ha messo un annuncio su un giornale per offrire un rene in cambio di 70 mila sterline. Ciononostante, la lista d' attesa è sempre più lunga: in Gran Bretagna, quella per un trapianto di rene è aumentata del 30 per cento nell' ultimo decennio, e l' attesa per un fegato può sfiorare un anno. Secondo il professor Harris, un commercio «legalizzato» di organi umani avrebbe vantaggi sia per i donatori che per chi ha bisogno di un trapianto. Gli oppositori ribattono che così si incoraggerebbero i poveri a vendere organi per necessità: «Un principio inaccettabile», dice il dottor Campbell, «in una società democratica».
Enrico Franceschini

Enrico Franceschini

Enrico Franceschini (Bologna, 1956), giornalista e scrittore, è da più di trent'anni corrispondente dall’estero per “la Repubblica”, per cui ha ricoperto le sedi di New York, Washington, Mosca, Gerusalemme e attualmente Londra. Nel 1994 ha ricevuto il Premio Europa per le sue corrispondenze sul golpe di Mosca. Per Feltrinelli ha pubblicato La donna della Piazza Rossa (1994), Russia. Istruzioni per l’uso (1998), Fuori stagione (2006), Avevo vent’anni. Storia di un collettivo studentesco. 1977-2007 (2007), Voglio l’America (2009), L’uomo della Città Vecchia (2013) e Scoop (2017).

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