Londra - Prendete una tivù, un videoregistratore, un personal computer, uno stereo, un walkman, una Playstation, un telefonino portatile, un Game-boy, aggiungeteci una bicicletta, uno skateboard e un po' di scarpe da basket o da tennis «firmate», piazzate un armadio pieno di abitini alla moda contro una parete, una scrivania con poltrona girevole e libreria incorporata nell' altra, un letto, eventualmente a soppalco, nella terza, e avrete la cameretta del bambino moderno. Quella camera, la stanza del figlio o della figlia stile ventunesimo secolo, vale oggi più di ogni altro vano di una casa media: più della stanza dei genitori, dello studio (se c' è), del salotto o living-room che dir si voglia. Qualcuno ha fatto i conti e ha scoperto che per l' esattezza i ragazzi inglesi dagli 8 ai 16 anni hanno nelle loro camere da letto oggetti, abbigliamento, mobili, per un valore di oltre 3300 sterline, quasi 5 mila euro. Se Oliver Twist tornasse a visitare l' Inghilterra, e probabilmente qualsiasi altro paese occidentale, l' orfanello del romanzo di Dickens non riconoscerebbe i suoi simili. La notizia pubblicata ieri dal "Times" di Londra è il risultato di un sondaggio commissionato dalla Axa, una compagnia di assicurazioni britannica. Lo studio rivela che l' 86 per cento dei bambini ha un televisore nella sua stanza da letto, il 58 per cento ha un videoregistratore, il 33 per cento ha un registratore Dvd. Il sondaggio indica inoltre che l' 82 per cento ha nella propria camera un sistema stereofonico per ascoltare musica, e sei su dieci hanno un registratore per Cd. Un quarto dei bambini hanno in camera un personal computer, la maggior parte con annessa stampante. Sei su dieci hanno un telefonino personale. In camera da letto, infine, risulta che l' 80 per cento dei bambini tenga una bicicletta, il 42 per cento uno skateboard, il 26 per cento una racchetta da tennis o da squash. Uno su dieci ha una camera talmente grande da ospitare perfino un tavolo da biliardo, da ping-pong o un biliardino. La sorpresa è che in queste stanze piene zeppe di gadget c' è ancora posto anche per i libri: l' 80 per cento dei bambini ne hanno. Se poi li leggano, non è un quesito di competenza del sondaggio. Il "Times" sottolinea che non tutti i bambini inglesi vivono come moderni «piccoli lord»: secondo le statistiche, infatti, uno su tre vive in famiglie sotto la soglia della povertà, fissata dal governo in meno di 242 sterline (circa 400 euro) alla settimana. Ma altre ricerche hanno dimostrato che anche i genitori di questi quasi 4 milioni di bambini poveri fanno sacrifici straordinari pur di assicurare loro almeno una quota di quello che hanno i bambini più ricchi. Per esempio, una indagine di tre anni or sono della Joseph Rowntree Foundation dimostra che nelle famiglie con un solo genitore, tipicamente una ragazza-madre, si spende per i figli soltanto il 10 per cento in meno delle famiglie con due genitori. E in generale la ragione principale per cui le famiglie povere si indebitano e spendono più del loro reddito è per fare acquisti destinati ai figli. «è comunque bene ricordare, specie in prossimità del Natale», commenta Martin Barnes, direttore del Children Charity Group, un istituto di beneficenza, «che milioni di bambini inglesi fanno fatica perfino a sfamarsi o vestirsi». Altro che pensare a comprare computer e Dvd: la stanza da 3 mila sterline, per loro, rimane un sogno, come ai tempi di Oliver Twist.
Enrico Franceschini

Enrico Franceschini

Enrico Franceschini (Bologna, 1956), giornalista e scrittore, è da più di trent'anni corrispondente dall’estero per “la Repubblica”, per cui ha ricoperto le sedi di New York, Washington, Mosca, Gerusalemme e attualmente Londra. Nel 1994 ha ricevuto il Premio Europa per le sue corrispondenze sul golpe di Mosca. Per Feltrinelli ha pubblicato La donna della Piazza Rossa (1994), Russia. Istruzioni per l’uso (1998), Fuori stagione (2006), Avevo vent’anni. Storia di un collettivo studentesco. 1977-2007 (2007), Voglio l’America (2009), L’uomo della Città Vecchia (2013) e Scoop (2017).

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