Londra - Se la prodigiosa scoperta annunciata ieri dal "Sunday Times" funziona, in futuro le malattie di ogni genere - dal cancro ai disturbi cardiaci, dal diabete alle fratture ossee - potranno essere curate così: l' ammalato va dal medico, che gli inietta una dose di cellule staminali corrispondenti al Dna del paziente, e come per miracolo i tessuti danneggiati ricrescono, gli organi malati si rigenerano, muscoli e cartilagine si riproducono. Tutto torna come prima, senza bisogno di interventi chirurgici, ricoveri ospedalieri, lunghe convalescenze, spese esorbitanti. Fantascienza? No, a sentire Ilham Abuljadayel, biologa originaria dell' Arabia Saudita, e suo marito Ghazi Dhoot, medico trasformatosi in banchiere d' investimento, due studiosi londinesi che hanno brevettato una tecnica per produrre cellule staminali "pluripotenti" con una semplice estrazione di sangue. Le staminali sono cellule in grado di riprodurre organi e tessuti umani. Ne esistono di due tipi: "pluripotenti", che si trovano nell' embrione umano, e "multipotenti", presenti negli adulti. Le "pluripotenti" sono preferibili perché da esse si possono produrre cellule per ogni tipo di organo e tessuto, mentre dalle "multipotenti" si ricavano soltanto cellule dello stesso genere di quelle da cui vengono estratte. Ma la Chiesa e molti governi si oppongono, per ragioni etiche, all' uso di embrioni per la produzione di staminali. Il problema sarebbe dunque risolto dall' invenzione di un sistema per produrre cellule "pluripotenti" da un adulto. «Sarà facile come andare a donare il sangue, tre ore dopo le staminali saranno pronte», dice la biologa anglosaudita al Times. La comunità scientifica, tuttavia, non si fida delle "invenzioni" di singoli ricercatori non sottoposti ad accurati test clinici. E poiché nessuno ha ancora compreso esattamente perché le staminali riescono a riprodurre tessuti o a guarire malattie, la prudenza è d' obbligo. Non a caso il quotidiano britannico intitola il suo ampio servizio "Strange Medicine", strana medicina, come se fosse una via di mezzo tra scienza e stregoneria. Ma della strana "invenzione" dei due studiosi londinesi si è occupata anche l' autorevole rivista "New Scientist". E gli esperimenti in questo campo si moltiplicano, dalla University of California a quelli del professor Angelo Vescovi all' ospedale San Raffaele di Milano. Le applicazioni concrete, secondo gli esperti, sono ancora lontane vent' anni: eppure ci sono già cliniche dove in gran segreto dei pazienti cercano di curarsi con le staminali. Se il futuro è quello, sarà una rivoluzione per la medicina. E per l' uomo. la tipologia Le staminali sono di due tipi e sono cellule viventi che possono essere indotte artificialmente a produrre cellule o tessuti nel corpo umano le applicazioni Le staminali potrebbero essere usate in futuro per curare ogni tipo di malattia o disfunzione, "restaurando" o facendo ricrescere organi, tessuti, ossa le perplessità La Chiesa cattolica ma anche alcuni paesi si oppongono all' estrazione di cellule staminali dall' embrione umano: sarebbe - sostengono - eticamente scorretto.
Enrico Franceschini

Enrico Franceschini

Enrico Franceschini (Bologna, 1956), giornalista e scrittore, è da più di trent'anni corrispondente dall’estero per “la Repubblica”, per cui ha ricoperto le sedi di New York, Washington, Mosca, Gerusalemme e attualmente Londra. Nel 1994 ha ricevuto il Premio Europa per le sue corrispondenze sul golpe di Mosca. Per Feltrinelli ha pubblicato La donna della Piazza Rossa (1994), Russia. Istruzioni per l’uso (1998), Fuori stagione (2006), Avevo vent’anni. Storia di un collettivo studentesco. 1977-2007 (2007), Voglio l’America (2009), L’uomo della Città Vecchia (2013) e Scoop (2017).

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