Un paio di assessori della giunta Moratti non vogliono che la crocifissa (manifesto di una campagna contro la violenza sessuale) sia esposta sulla pubblica via
Solo un ingenuo come me (vedi Amaca dell’altro ieri) poteva dare per scontato che il senatore Villari si sarebbe subito dimesso. E mi consola solo in parte constatare che di uguale ingenuità ha dato prova lo stato maggiore del Pd quasi al completo
Non se n’è accorto quasi nessuno: i Comuni sono obbligati a mettere le loro reti idriche sul mercato entro il 2010, e ciò anche quando i servizi funzionano perfettamente e i conti tornano. Articolo 23 bis, legge 133, firmata Tremonti
Le fesserie di Berlusconi su Obama hanno fatto passare quasi inosservata la sostanza della sua visita all’amico Putin: il cordiale consenso del capo del governo italiano per l’attacco russo in Georgia
L’interminabile querelle sulla santificazione di papa Pacelli, ritenuto da alcuni un molto flebile osteggiatore del nazismo e dell’antisemitismo, potrebbe essere in breve sdrammatizzata
La Lega ha proposto uno stop dell’immigrazione in Italia fino al 2011, motivandolo come rimedio alla crisi che falcidia posti di lavoro. Ma già da settimane si prodiga allo scopo di rendere impervio e costoso l’ottenimento del permesso di soggiorno
A casa ho uno scaffale lungo un chilometro per ospitare saggi, libelli e pamphlet sulla crisi della sinistra Accanto c’è uno scaffalino vuoto. E’ quello destinato ai libri sulla crisi della destra
I diritti umani: storia, battaglie e idee nelle voci di quanti si sono battuti e si battono per realizzarne il sogno. L’elenco delle voci raccolte da Antonio Cassese in Voci contro la barbarie.
La violenza talebana, l'occupazione dell'Occidente, l'eroismo delle donne. Nadeem Aslam, scrittore esule, e Guido Rampoldi, inviato italiano, raccontano in due romanzi la loro verità su un Paese ancora in guerra.
Non è per contraddire Barack Obama, ma "il Paese dove tutto è possibile" non sono gli Usa. È l’Italia. Dove è possibile che il capogruppo del partito di maggioranza commenti l’elezione di Obama dicendo che fa contenta Al Qaeda
Una spedizione punitiva di una trentina di fascisti contro la Rai (colpevole di avere trasmesso, a Chi l’ha visto?, immagini degli scontri di piazza Navona nelle quali si distinguono i volti di alcuni picchiatori) è un fatto gravissimo
Abbiamo della miseria urbana un'immagine diversa da quella statunitense. Pensiamo ad affollate bidonvilles, a una folla cenciosa. Invece qui hai strade deserte lungo cui scorrono negozi chiusi dalle vetrine sfasciate, distributori di benzina in rovina
Dalle convention repubblicana e democratica fino alle elezioni del 4 novembre, la cronaca e i commenti dei nostri autori sullo scontro McCain-Obama, tratti dai quotidiani italiani. Articoli di D’Eramo, Serra, Tonello, Zucconi.
L'attenzione è rivolta ai risultati del voto per il Congresso perché, nell'ipotesi di una vittoria di Obama, la sua capacità di mantenere le promesse elettorali dipenderà strettamente dalla solidità della maggioranza democratica in Congresso.
Lunghe code alle urne, battaglia in Indiana e Virginia. La candidatura della Palin è stata emozionante solo per la base dei repubblicani.Tutti ricorderanno cosa hanno fatto ieri e se hanno votato per Obama diranno "Io c’ero".
Il candidato democratico delinea il suo piano per uscire dalla depressione: posti di lavoro, aiuti a famiglie e imprese per rilanciare l'economia reale.
Il razzismo degli incappucciati è finito. Quello che vive e prospera e viene spudoratamente utilizzato da McCain e dalla Palin nelle ultime giornate della loro fin troppo annunciata agonia elettorale, è il "neo razzismo"
Ottima la settimana scorsa per Barack Obama. Nel dibattito di mercoledì notte, tutti i sondaggi l'hanno dato per vincente. Sabato il suo stato maggiore ha annunciato per settembre una raccolta record di fondi
L’Arizona è lo stato di cui è senatore McCain: ma il candidato repubblicano qui non è popolare. Così i democratici sperano. E contano sul voto dei ‟latinos”, conservatori nei valori ma tartassati dalla crisi economica e dal razzismo strisciante.
Il vecchio generale torna in guerra, per salvare il soldato Obama. Colin Powell, il più grande e rispettato ufficiale e statista afroamericano della storia Usa, muove contro un reduce del Vietnam come lui, John McCain.