Firma bandiere arcobaleno, libri, tessere. Si lascia fotografare con delegati e delegate che non lo mollano un istante. Si vede che c'è feeling tra il fondatore di Emergency e la Fiom, tra Gino Strada e Gianni Rinaldini. Cos'è che tiene unita questa strana coppia? È l'amalgama tra due sostantivi: pace e diritti. La reazione chimica capace di far precipitare il composto sarebbe semplicissima, eppure così complicata da realizzarsi, gli elementi ci sono, tutto sta a trovare il catalizzatore. "Non c'è pace senza democrazia, non c'è democrazia senza giustizia sociale, non c'è giustizia sociale se non si elimina lo sfruttamento dell'uomo sull'uomo". Sta in questa sfida epocale rilanciata da Gino Strada al XXIII Congresso della Fiom, nella convinzione fantastica che un altro mondo è possibile, il legame che tiene unita la strana coppia, il segretario generale dei metalmeccanici della Cgil e il fondatore di Emergency. Per questo comune sentire l'intervento di Strada è stato accolto con una standing ovation dai delegati, tutti in piedi ad applaudire "uno di noi", e dal conferimento della tessera onoraria Fiom. Giustizia sociale, lotta allo sfruttamento. Se è da qui che bisogna partire per espellere la guerra dalla storia - e dalla cultura e dai sentimenti di ciascuno - ecco che tutte le parole, i valori, vanno coniugati, perché non restino soltanto slogan, o peggio "consigli per gli acquisti". Dunque non basta dire "diritti" se non si spiega che "o valgono per tutti o sono privilegi". Diritto alla vita, a non crepare di fame e di stenti, diritto al lavoro. Se i lavoratori stanno male, dice Strada, sta male la società, sta male la democrazia. Per dirla tutta, "grazie, care compagne e cari compagni della Fiom per le vostre lotte per i diritti di tutti, voi siete uno dei pochi pezzi di quel che resta della democrazia". Parla di pace, Strada, e di guerra. Cita Albert Einstein ("La guerra non si può umanizzare, si può solo abolire") e Bertold Brecht per spiegare che i costi della guerra ricadono sui vincitori e sui vinti, sulla povera gente, e i profitti vanno in tasca sempre agli stessi. La General Motors compra la Opel ('29), la Opel tedesca costruisce motori per l'aviazione nazista e la Opel americana per l'aviazione americana. Le bombe dell'una e dell'altra ammazzano la popolazione civile dell'una e dell'altra parte in guerra. A Coventry come a Dresda. Poi la Opel ha ottenuto dal governo Usa il risarcimento per i bombardamenti della Opel tedesca.
Attenti al linguaggio, le parole contano e le bugie pesano. Effetti collaterali, per esempio. Le 10 mila vittime civili afghane o le migliaia di donne, bambini e vecchi iracheni ammazzati in nome della democrazia sono effetti collaterali di una guerra giusta, preventiva, contro il terrorismo? E allora, le vittime delle Torri gemelli "sono vittime della guerra santa?". Guai a dirlo? Allora abbiamo a che fare con "una cultura razzista". Attenti alle parole. "Guerra umanitaria? Se per ragioni umanitarie è giusto uccidere, perché aspettare?". Ecco allora la guerra preventiva. Non ci sono guerre giuste e guerre sbagliate, non ci sono guerre di destra e guerre di sinistra. L'unica verità delle guerre sono le vittime, i morti. Nella condanna della "guerra umanitaria" del ‘99 in Kosovo, Gino Strada non ha bisogno di convincere nessuno, qui a Livorno. Altro che "dolorosa o contingente necessità", la Fiom era in piazza contro la guerra, a prescindere dal fatto che a capo del governo ci fosse un "amico" o un "nemico". Nemico è chi scatena le guerre. Qui sta l'autonomia della Fiom, da tutti, dai governi e dai padroni. Un'autonomia che somiglia moltissimo a quella di Emergency che non si presenta alle convocazioni dei generali americani che organizzano l'intervento umanitario tra le macerie che loro stessi hanno provocato. Cosicché le popolazioni "non capiscono più chi è che cosa" e "ogni occidentale diventa un bersaglio".
Pace, diritti, giustizia sociale e, ancora, "l'unica guerra giusta è quella per sconfiggere lo sfruttamento dell'uomo sull'uomo". Quando Strada chiede alla Fiom di stargli accanto nella battaglia legislativa per definire le norme applicative dell'art. 11 della Costituzione, perché non siano un "consiglio per gli acquisti poi ognuno fa quel che gli pare", la risposta è un nuovo, lunghissimo applauso. La strada è lunga per quel famoso mondo diverso, Fiom ed Emergency la stanno percorrendo insieme.
Gino Strada

Gino Strada

Gino Strada è chirurgo di guerra e uno dei fondatori di Emergency, l’associazione umanitaria italiana per la cura e la riabilitazione delle vittime di guerra e delle mine antiuomo. È impegnato su tutti i fronti di guerra, dall’Afghanistan alla Somalia, dall’Iraq alla Cambogia e al Sudan. Con Feltrinelli ha pubblicato anche Pappagalli verdi (1999), che ha vinto il premio internazionale “Viareggio Versilia 1999” e continua a riscuotere un grande successo, Buskashì. Viaggio dentro la guerra (2002) e ha scritto la prefazione a In tournée (2002) di Lella Costa.

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