La domenica mattina, piuttosto presto, quando la città è vuota e silenziosa e bellissima, me ne esco e vado in giro. E succede sempre che ne incontro due, o tre, una volta addirittura cinque. Qualche volta una sola; mai: nessuna. Sono certe donne dal viso pallido e il trucco sfregiato, infilate dentro vestiti da sera e tacchi alti, con i visi mattinieri della notte quasi insonne e gli abiti stonati del sabato sera. Addirittura, qualcosa che luccica sul volto, sul vestito o sul cappotto. Qualche volta devo girare per molti quartieri, ma alla fine lo sento quel rumore di tacchi, oppure quel portone che si apre e una di loro compare strizzando gli occhi contro il fastidio del mattino. Ha passato la notte a casa di qualcuno e adesso cerca un bar che non sa dove sia per prendere un cappuccino prima di tornare a casa. È fuori luogo; appartiene al giorno prima e non c’entra nulla con la domenica mattina; eppure è bellissima, è pallida e confusa, stordita dalla stanchezza. Esausta. Ma di una felicità sottile che si nasconde sotto l’aria confusa come sotto un tappeto. Subito la seguo nel bar, prendo anch’io un cappuccino, un po’ distante ma potendola guardare, senza parlare, senza alcuna intenzione di rivolgerle la parola, solo seguendo ogni movimento, quel modo di girare il cucchiaino in modo lento, fissando di continuo un punto vuoto, sbadigliando, a volte dimenticandosi di pagare. Fino a quando non si dirige verso l’uscita, il rumore dei tacchi nel silenzio. Apre la porta del bar e va, e solo adesso è davvero il momento in cui ieri sera è finito.
Francesco Piccolo

Francesco Piccolo

Francesco Piccolo, nato a Caserta nel 1964, vive e lavora a Roma. Collabora con quotidiani e riviste e scrive per il cinema. Ha pubblicato Scrivere è un tic. I metodi degli scrittori (minimum fax, 1994), L’Italia spensierata (Laterza, 2007); con Feltrinelli, Storie di primogeniti e figli unici (1996; premio Giuseppe Berto e premio letterario Piero Chiara), E se c’ero, dormivo (1998), Il tempo imperfetto (2000) e Allegro occidentale (2003, finalista premio Strega). Per Einaudi ha pubblicato La separazione del maschio (2008), Momenti di trascurabile felicità (2010), Il desiderio di essere come tutti (2013; premio Strega 2014) e Momenti di trascurabile felicità (2015). Per il cinema ha scritto film di Paolo Virzì, Renato De Maria, Michele Placido, Silvio Soldini e Nanni Moretti. Per i “Classici” Feltrinelli ha introdotto Tre uomini in barca (1997) di Jerome.

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