Enrico Franceschini: Africa, Blair mobilita il mondo “Intervenire è un dovere morale”

11 Marzo 2005
"La più grande tragedia del nostro tempo": questo sono povertà e stagnazione in Africa, secondo la commissione d´inchiesta incaricata da Tony Blair di indagare i problemi e le soluzioni al dramma del continente nero. Una fosca conclusione, che si sente ripetere spesso dai governi o nei convegni di studi, al punto da risuonare come uno stanco ritornello alle orecchie della comunità internazionale, per non parlare di quelle degli africani; ma il primo ministro britannico considera l´Africa la sua massima priorità e ora si è messo in testa di aiutarla a imboccare finalmente la via del progresso.
Stamane Blair presenterà i risultati dell´inchiesta, che ‟Repubblica” è in grado di anticipare: un dossier di oltre quattrocento pagine, intitolato "Commission for Africa Report". Il leader laburista intende farne uno dei temi principali del prossimo summit del Gruppo degli Otto e un cavallo di battaglia dell´Unione europea, approfittando del fatto che nella seconda metà di quest´anno il Regno Unito avrà contemporaneamente la presidenza di turno del G8, ospitando a luglio in Scozia il vertice dei maggiori paesi industrializzati, e anche quella della Ue.
Resta da vedere se Blair riuscirà nell´intento, ma ovviamente non dipende soltanto da lui. "L´Africa", afferma il rapporto "ha creato negli ultimi anni fondamenta più forti per affrontare i mali di cui soffre", compiendo progressi nel campo dell´efficienza e competenza governativa e in quello della crescita economica. Ma per fare passi avanti occorre molto di più: l´Africa deve accelerare le riforme e ha bisogno di un "partner internazionale" che moltiplichi e migliori le iniziative di assistenza.
Il rapporto indica dieci terreni su cui agire: cultura, governo, pace, sicurezza, salute, scuola, sviluppo economico, riduzione della povertà, riforme commerciali, debito estero. Le misure suggerite sono la fine dei sussidi al cotone e allo zucchero che privilegiano i paesi ricchi; la cancellazione del 100 per cento del debito dei paesi africani; un piano di 25 miliardi di dollari di aiuti (circa 20 miliardi di euro) per combattere malattie, ignoranza, povertà endemica. Le richieste rivolte ai governi africani riguardano la lotta alla corruzione e lo sforzo di creare una nuova classe dirigente.
Per Blair, "il mondo ha il dovere morale di aiutare l´Africa" con un approccio basato su "mutuo rispetto e solidarietà". Alcuni esperti, come la newsletter Africa confidential, ribattono che sono belle parole ma contengono scarse novità: la Commission on Africa s´è riunita in seduta plenaria solo tre volte, le sue raccomandazioni ripetono formule già note. Altri dubitano che il premier riuscirà a coinvolgere il mondo nella sua crociata, in particolare l´America, più preoccupata da Medio Oriente e terrorismo che dall´Africa. Ma Blair, come il promotore rock Bob Geldof, dà l´impressione di crederci, e come minimo ci proverà.

Enrico Franceschini

Enrico Franceschini (Bologna, 1956), giornalista e scrittore, è da più di trent'anni corrispondente dall’estero per “la Repubblica”, per cui ha ricoperto le sedi di New York, Washington, Mosca, Gerusalemme e …

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