È una giornata di brutte notizie per l´Italia: alla minaccia islamica contro il nostro Paese si aggiunge il riconoscimento di Benedetta Ciaccia tra le vittime dell´attentato del 7 luglio a Londra. E´ una giornata di notizie imbarazzanti per la Gran Bretagna, dove i servizi segreti finiscono sotto accusa per avere avuto tra le mani uno degli attentatori, un anno prima dell´attacco, ed esserselo lasciato scappare. Potrebbe però anche essere stata una giornata di svolte nelle indagini, con l´arresto di sei persone ‟per reati di terrorismo” nell´area dei Leeds, da dove provenivano tre dei quattro autori della strage, sebbene Scotland Yard affermi che gli arresti non sono direttamente collegati all´attentato di Londra.
Quando squilla il telefono al 4 di Grosvenor Square, sede dell´ambasciata italiana in Gran Bretagna, è la mezzanotte di sabato. ‟Abbiamo purtroppo identificato con certezza il corpo di Benedetta Ciaccia”, annuncia un portavoce di Scotland Yard, ‟siamo stati in grado di ottenere riscontri positivi solo dopo aver raccolto elementi utili alle analisi nell´appartamento della signorina Ciaccia, a Norwich”. Pochi minuti dopo tocca a Fiaz Bhatti, il fidanzato anglopachistano di Benedetta, ricevere il messaggio che mette fine a ogni residua speranza: ‟E´ morta alle 8.51, nel tratto di tunnel della metropolitana fra la stazione di Liverpool street e quella di Aldgate”, comunica il funzionario della polizia britannica, porgendo le condoglianze ufficiali. La costernazione dell´ambasciatore Aragona s´intreccia con la disperazione di Fiaz. L´ambasciata avvisa l´unità di crisi della Farnesina a Roma, i genitori di Benedetta ricevono a loro volta una telefonata dal ministero degli Esteri italiano. Fiaz e Benedetta dovevano sposarsi il prossimo 11 settembre. ‟Eravamo due moderni cittadini britannici, ora non so più neanche cosa sono” riesce appena a dire. Benedetta era arrivata in Inghilterra dieci anni fa (con quattro diplomi in tasca) per imparare l´inglese, come fanno tanti nostri connazionali, qui si era laureata in informatica, aveva un buon lavoro e un brillante futuro davanti a sé. Poi il destino ha voluto che, per un banale ritardo, salisse sul treno della morte, il treno del terrore.
Molto probabilmente la salma sarà restituita alle autorità italiane mercoledì prossimo, per l´ultimo viaggio verso casa.
Intanto le indagini sull´attentato si rivoltano sugli investigatori con la rivelazione di nuove leggerezze attribuite al servizio segreto di Sua Maestà. Nell´ambito di un´inchiesta aperta lo scorso anno su un possibile piano di estremisti islamici per colpire Londra - afferma il Sunday Times - l´MI5, ovvero il corpo di controspionaggio e antiterrorismo britannico, si era imbattuto in Mohammed Khan, uno dei quattro autori della strage del 7 luglio, ma decise di non metterlo sotto sorveglianza perché non lo ritenne pericoloso per la sicurezza nazionale. Un errore costato molto caro. Su questo ed altro, come la decisione di abbassare lo stato d´allerta nei giorni precedenti l´attentato, ora è probabile che sarà aperta un´inchiesta parlamentare per appurare mancanze ed eventuali responsabilità dell´intelligence.
La possibile svolta arriva alle nove di sera, con l´annuncio che sei persone sono state arrestate nelle vicinanze di Leeds in un´operazione antiterrorismo. È la città da cui erano partiti tre dei quattro terroristi che hanno colpito Londra. Altri sviluppi comprendono l´interrogatorio da parte di agenti di Scotland Yard di Magdi al Nasher, il chimico egiziano arrestato nei giorni al Cairo e sospettato di essere l´artificiere del gruppo (ma fonti egiziane affermano che potrebbe essere rilasciato); e le rivelazioni - ancora da confermare - del quotidiano israeliano Ma´ariv, secondo cui uno degli attentatori di Londra, Mohammed Khan, si sarebbe recato nello Stato ebraico nel 2003 per preparare un attentato poi compiuto da due kamikaze islamici britannici in un pub di Tel Aviv (ci furono tre morti e decine di feriti). Sono inoltre saliti a otto gli arresti in Pakistan collegati all´attentato di Londra. Due ex-ministri laburisti, Clare Short e Chris Smith, accusano indirettamente Blair di avere contribuito all´attacco di Londra con l´invasione dell´Iraq. E sullo sfondo, nel frattempo, continua l´atroce identificazione delle vittime, a cui ora è stata aggiunta anche la nostra Benedetta
Enrico Franceschini

Enrico Franceschini

Enrico Franceschini (Bologna, 1956), giornalista e scrittore, è da più di trent'anni corrispondente dall’estero per “la Repubblica”, per cui ha ricoperto le sedi di New York, Washington, Mosca, Gerusalemme e attualmente Londra. Nel 1994 ha ricevuto il Premio Europa per le sue corrispondenze sul golpe di Mosca. Per Feltrinelli ha pubblicato La donna della Piazza Rossa (1994), Russia. Istruzioni per l’uso (1998), Fuori stagione (2006), Avevo vent’anni. Storia di un collettivo studentesco. 1977-2007 (2007), Voglio l’America (2009), L’uomo della Città Vecchia (2013) e Scoop (2017).

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