È rosso, democratico, egualitario, instancabile, ha quattro ruote, due piani, una lunga tradizione alle spalle e sta per andare in pensione, perlomeno nella sua versione più storica. L’autobus a due piani, rivoluzionario mezzo di trasporto, icona dell’Inghilterra, celebra nei prossimi giorni il suo ottantesimo compleanno: il primo modello a due piani coperti nacque nell’ottobre del 1925, sebbene dal 1909 ne esistesse uno con il secondo piano scoperto (seggiolini montati sul tetto) e un veicolo a due piani circolasse per Londra già nel 1829, l’OmniBus (dal latino, bus ‟per tutti”), trainato da robusti cavalli. L’anniversario quasi coincide con il previsto ritiro, nel gennaio 2006, dopo mezzo secolo di onorata attività, degli ultimi duecentocinquanta gloriosi ‟RouteMasters” (Signori della Strada), i caratteristici autobus con la piattaforma posteriore aperta su cui si può saltare sopra al volo, con un buffo muso che sembra una creatura dei fumetti: troppo antiquati, scomodi e pericolosi, ormai sostituiti quasi ovunque da più sicuri e confortevoli bus, sempre a due piani ma con le portiere che si aprono e chiudono automaticamente. E intanto fa capolino il futuro, gli ‟eco-bus” di domani, costruiti con le tecnologie per non inquinare l’ambiente.
Sarà un compleanno da ricordare, quello del bus a due piani, per almeno due ragioni. La prima è che i mezzi di trasporto pubblici hanno giocato un ruolo chiave nell’evoluzione di Londra da sonnolenta capitale a centro industriale, culla dell’economia mondiale e sfavillante vetrina, dell’Impero britannico ieri, dell’Occidente multiculturale e globalizzato oggi. Dall’Omnibus a cavalli del 1829 all’eco-bus del futuro, trasportare i londinesi al lavoro o ai divertimenti del tempo libero è stato e rimane un aspetto cruciale del successo della capitale: non a caso è l’obiettivo che i terroristi hanno voluto colpire il sette luglio scorso. Occorre ricordare che nel 1800 Londra aveva meno di un milione di abitanti e appena un quarto di secolo dopo, nel 1825, ne aveva il doppio: sovrappopolata, la città affogava nel traffico e nello smog. La diligenza era allora il principale mezzo di trasporto, per chi poteva permetterselo: ce n’erano seicento tra la City e il West End, un sesto di quelle di tutta l’Inghilterra. Ma per la maggioranza, per i poveri, il solo mezzo di trasporto erano i piedi. Prima i bus, poi dal 1901 anche l’Underground, la metropolitana, introdussero una rivoluzione democratica, mutando usi e costumi. Con due geniali trovate: far viaggiare la gente sotto terra, per correre più veloci, sui treni; e stiparla su due piani, per trasportare più persone a ogni viaggio, sui bus, un’idea copiata dalle diligenze, che avevano un predellino e qualche posto sul tetto alle spalle del conducente. La seconda ragione per celebrare l’anniversario è che basta dire ‟bus a due piani” per evocare Londra, per estensione tutta l’Inghilterra e il caratteristico spirito inglese. Certo, la metropoli sul Tamigi ha nuove icone da esibire: come ‟The Eye” (l’Occhio), l’immensa ruota panoramica di fronte al Big Ben, icona di ieri; ed è pure vero che i vecchi Routemasters stanno per scomparire, rimpiazzati da più comodi bus sempre a due piani, ma assai meno romantici. Tuttavia è possibile prolungare la vita dei ‟Signori della Strada”, acquistandoli usati (costo trai 10 mila e i 25 mila euro) sul sito www. ensignebus. co. uk, per continuare a guidarli dove vi pare, o trasformarli in bar, casetta, club. E si spende ancora meno comprando il modellino del leggendario ‟Routemaster”, il souvenir più classico e a buon mercato, il piccolo grande simbolo della capitale britannica: due piani, verniciati di rosso, che hanno fatto la storia.
Enrico Franceschini

Enrico Franceschini

Enrico Franceschini (Bologna, 1956), giornalista e scrittore, è da più di trent'anni corrispondente dall’estero per “la Repubblica”, per cui ha ricoperto le sedi di New York, Washington, Mosca, Gerusalemme e attualmente Londra. Nel 1994 ha ricevuto il Premio Europa per le sue corrispondenze sul golpe di Mosca. Per Feltrinelli ha pubblicato La donna della Piazza Rossa (1994), Russia. Istruzioni per l’uso (1998), Fuori stagione (2006), Avevo vent’anni. Storia di un collettivo studentesco. 1977-2007 (2007), Voglio l’America (2009), L’uomo della Città Vecchia (2013) e Scoop (2017).

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