In questi giorni sir Alex Ferguson, leggendario allenatore del Manchester United, ha un diavolo per capello, e non solo perché la sua squadra è soprannominata "Red Devils". Travolti 4-1 da una provinciale (il Middlesbrough) nell’ultimo turno di campionato, dove sono appena settimi in classifica a tredici punti dalla capolista Chelsea, battuti 1-0 nell’ultimo turno infrasettimanale di Champions League, dove rischiano di non accedere alla fase finale, i "Diavoli Rossi" attraversano una delle crisi peggiori della loro storia, o perlomeno dei 19 anni di panchina di Ferguson. E la crisi si fa sentire non solo in campo: a uno degli ultimi allenamenti il capitano Roy Keane ha apertamente accusato i suoi compagni di scarsa combattività in uno sfogo ai microfoni della rete televisiva del Manchester, che a un certo punto ha deciso di censurarlo tanto erano forti le sue parole. Non l’hanno censurato, tuttavia, i cronisti della stampa sportiva, riportando il giorno seguente tutti i suoi giudizi, che contribuiscono a rendere il clima ancora più teso. E come se tutto questo non bastasse c’è anche l’inchiesta giudiziaria per stupro nei confronti di Cristiano Ronaldo, l’attaccante portoghese dei "Red Devils", nel cui ambito è stato effettuato ieri l’arresto di un uomo, forse un amico o compagno di bisboccia del giocatore. Sembra difficile che il regno di Ferguson possa interrompersi di colpo, a campionato in corso: sarebbe uno sgarbo a uno dei tecnici più rispettati di questo paese, oltre che a un padre-padrone con un potere immenso all’interno del Manchester. Ma di padroni, dall’estate scorsa, il Manchester ne ha uno nuovo, il miliardario americano Malcom Glazer, all’inizio contestatissimo dalla tifoseria locale, che temeva avrebbe usato la squadra solo per operazioni finanziarie, vendendo i suoi pezzi più pregiati, come il 19enne Wayne Rooney, poi più o meno accettato, ma le cui intenzioni rimangono misteriose. La previsione generale è che, comunque vadano le cose nel proseguo della stagione, il regno di Ferguson a Manchester volga al termine: si concluderà, dicono le indiscrezioni, a fine campionato. A meno che i suoi "Diavoli" non si riscattino improvvisamente, nel quale caso Ferguson potrebbe restare ancora un altro anno in panchina, o al contrario non continuino a precipitare sempre più in basso, nel qual caso non si può escludere un licenziamento immediato. Il primo, importante verdetto arriverà domenica, quando il Manchester United riceverà in casa il Chelsea di Josè Mourinho, anche lui reduce da due sconfitte in una settimana (in Coppa di lega e in Champions League). L’anno scorso fu il Manchester a metter fine alla marcia trionfale dell’Arsenal. Chissà se Ferguson ha in mente uno scherzetto analogo per il Chelsea.
Enrico Franceschini

Enrico Franceschini

Enrico Franceschini (Bologna, 1956), giornalista e scrittore, è da più di trent'anni corrispondente dall’estero per “la Repubblica”, per cui ha ricoperto le sedi di New York, Washington, Mosca, Gerusalemme e attualmente Londra. Nel 1994 ha ricevuto il Premio Europa per le sue corrispondenze sul golpe di Mosca. Per Feltrinelli ha pubblicato La donna della Piazza Rossa (1994), Russia. Istruzioni per l’uso (1998), Fuori stagione (2006), Avevo vent’anni. Storia di un collettivo studentesco. 1977-2007 (2007), Voglio l’America (2009), L’uomo della Città Vecchia (2013) e Scoop (2017).

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