La Gran Bretagna si prepara a rilanciare l’energia nucleare, costruendo una nuova generazione di centrali atomiche. Questa, perlomeno, è l’impressione dominante a Londra, nel giorno in cui Tony Blair annuncia un riesame della politica energetica nazionale attraverso un’indagine i cui risultati saranno resi noti l’estate prossima, avvertendo che il futuro sta ‟nell’energia pulita”: uno slogan preso dagli ambientalisti ma che in questo caso significa energia nucleare. Ed è l’impressione anche di chi si oppone tenacemente a una simile prospettiva: due attivisti di Greenpeace sono riusciti a infiltrarsi al convegno in cui stava per parlare il primo ministro, arrampicandosi sul tetto della sala per protestare contro ‟il ritorno del nucleare”. Alla fine Blair è riuscito a pronunciare il suo discorso, ma in una sala più piccola e in una cornice insolitamente caotica. La contestazione di ieri è probabilmente solo l’avvisaglia delle tensioni che accompagneranno la discussione e un’eventuale decisione del governo, l’anno prossimo, favorevole alle centrali atomiche. Un dibattito che non è limitato al Regno Unito, poiché di un ritorno all’energia nucleare si è sentito parlare negli ultimi tempi anche in altre capitali europee. Il leader laburista ha cominciato spiegando che l’esplosione dei prezzi del petrolio e del gas, il problema del surriscaldamento del pianeta e la necessità di decidere al più presto su cosa fare delle vecchie centrali atomiche ancora in funzione in Gran Bretagna, hanno spinto il suo governo ad avviare una revisione della politica energetica, affidata a una commissione d’inchiesta che renderà note le sue conclusioni tra circa sei mesi. In particolare, ha riconosciuto Blair, la revisione affronta la questione se sviluppare o meno una nuova generazione di centrali nucleari, più sicure e affidabili di quelle esistenti. ‟I prezzi dell’energia sono aumentati, le riserve petrolifere sono minacciate”, ha detto il premier. ‟I cambiamenti del clima, inoltre, ci costringono ad agire con urgenza. Il futuro sta nell’energia pulita. Le nazioni industrializzate devono cercare di diversificare, non dipendendo da un’unica fonte energetica. Da qui al 2020, il Regno Unito avrà probabilmente smantellato le vecchie centrali nucleari e a carbone che adesso assicurano il 30 per cento del fabbisogno energetico nazionale. Una parte sarà sostituita da energie rinnovabili, ma non tutto”. Al resto, è sottinteso, potrebbe provvedere l’energia nucleare.
Enrico Franceschini

Enrico Franceschini

Enrico Franceschini (Bologna, 1956), giornalista e scrittore, è da più di trent'anni corrispondente dall’estero per “la Repubblica”, per cui ha ricoperto le sedi di New York, Washington, Mosca, Gerusalemme e attualmente Londra. Nel 1994 ha ricevuto il Premio Europa per le sue corrispondenze sul golpe di Mosca. Per Feltrinelli ha pubblicato La donna della Piazza Rossa (1994), Russia. Istruzioni per l’uso (1998), Fuori stagione (2006), Avevo vent’anni. Storia di un collettivo studentesco. 1977-2007 (2007), Voglio l’America (2009), L’uomo della Città Vecchia (2013) e Scoop (2017).

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