A partire da stamane, in Gran Bretagna, gli omosessuali possono sposarsi, una svolta che segue legislazioni analoghe in altri paesi europei e che qui non ha creato né particolari emozioni, né controversie di alcun tipo. La vera notizia, in un certo senso, è proprio questa: per gli inglesi il fatto che due persone dello stesso sesso si uniscano in matrimonio non fa più notizia, la considerano una cosa normale. Naturalmente si tratta di un´unione con rito civile, perché la chiesa anglicana e le altre religioni del Regno Unito non acconsentono e neppure approvano, pur non scagliando per ora anatemi. E per la precisione non lo si può chiamare ufficialmente ‟matrimonio”, bensì ‟civil partnership act”, ovvero ‟legge sul partneriato civile”: ma la sostanza è la stessa. Significa che due gay o due lesbiche (il termine ‟gay” non viene più usato per indicare omosessuali uomini e donne, ma solo gli uomini - una distinzione messa recentemente in rilievo dal ‟New York Times”), una volta uniti in ‟partneriato civile”, avranno i medesimi diritti e doveri delle coppie eterosessuali sposate in materia di proprietà, pensione, eredità, tasse, immigrazione. La loro ‟unione civile” potrà essere sciolta con un atto legale, simile in tutto al divorzio.
Introdotta, come vuole la tradizione britannica, dalla Regina Elisabetta nel suo ‟discorso della Corona” nel novembre 2003, la nuova legge è stata approvata dal Parlamento un anno dopo ed è entrata in vigore alla mezzanotte di ieri. Da quel momento ogni omosessuale del regno può richiedere una licenza per regolare la propria unione davanti a un funzionario pubblico in municipio, ma dovranno passare almeno quindici giorni dalla richiesta perché il rito possa essere celebrato,. un po´ come con le ‟pubblicazioni” per i matrimoni. La municipalità di Westminster, il quartiere che costituisce il centro politico di Londra, e la cittadina di Brighton sulla Manica, ‟capitale” omosex d´Inghilterra, competono per diventare i primi a celebrare un´unione tra gay o lesbiche: tra due settimane, il 21 dicembre, entrambe apriranno gli uffici del pubblico registro alle otto in punto del mattino.
Si conoscono già i nomi di una delle prime coppie che si sposeranno a Westminster: Roger Lockyer, 78 anni, e Percy Steven, 66, due pensionati gay che aspettano da di regolarizzare il loro amore dal 1966, quando in Gran Bretagna l´omosessualità era ancora un reato. Ma si preparano a dire ‟sì” anche coppie famose, come il cantante Elton John e il suo fidanzato di lunga data David Furnish, che hanno prenotato il municipio di Windsor, lo stesso in cui sono convolati a nozze il principe Carlo e Camilla; la popstar George Michael, che sposerà il suo compagno, Kenny Goss all´inizio del 2006; e l´europarlamentare Michael Cashman e il suo compagno Paul Cottingham, che si sposeranno nel marzo prossimo ma hanno già diramato gli inviti per il ricevimento, a cui dovrebbero partecipare anche il primo ministro Blair e la moglie Cherie.
Enrico Franceschini

Enrico Franceschini

Enrico Franceschini (Bologna, 1956), giornalista e scrittore, è da più di trent'anni corrispondente dall’estero per “la Repubblica”, per cui ha ricoperto le sedi di New York, Washington, Mosca, Gerusalemme e attualmente Londra. Nel 1994 ha ricevuto il Premio Europa per le sue corrispondenze sul golpe di Mosca. Per Feltrinelli ha pubblicato La donna della Piazza Rossa (1994), Russia. Istruzioni per l’uso (1998), Fuori stagione (2006), Avevo vent’anni. Storia di un collettivo studentesco. 1977-2007 (2007), Voglio l’America (2009), L’uomo della Città Vecchia (2013) e Scoop (2017).

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