Dice il Berlusconi di essere il più votato a Napoli città, e sono belle soddisfazioni. Ha perso, nell’ordine, il governo del paese e le elezioni amministrative, ma l’importante è pensare positivo, come insegnano nei corsi di autostima per i manager. Se uno per esempio viene investito da un tram, può sempre dire di avere vissuto un’esperienza non comune, che lo ha arricchito interiormente. Tal quale il Berlusconi che primeggia a Napoli, qualcosa come tredicimila preferenze. In una città che ha votato a valanga per l’Ulivo, nonostante l’appeal politico non travolgente della signora Jervolino, essere il primo degli sconfitti equivale al titolo di Principe dei Trombati, ma il Berlusconi nuovo formato (un po’ più piccolo) ha imparato ad accontentarsi. Dovesse perdere anche il referendum sulle riforme costituzionali, direbbe che a Luino, Inverigo e Melegnano ha trionfato il "sì" e si preparerebbe, con il più smagliante dei sorrisi, alla successiva catastrofe. Lo avvantaggia, in questo suo trionfante deperimento, la nuova teoria (confezionata dai suoi propagandisti) secondo la quale quello che conta è affermarsi nelle "zone più dinamiche del paese". Queste zone sono in continua ridefinizione. Mano a mano che il Berlusca perde, tendono a concentrarsi nella sola area di Varese centro. Ma non tutti i quartieri.

Torna alle altre news >>