Niente è peggiore della vox populi quando amplifica all'infinito tutti i luoghi comuni dell'uomo (e della donna) qualunque: per esempio, "chi ruba una gallina va in galera, chi ruba un miliardo la fa franca". Anzi, no, una cosa peggiore c'è: è alimentarla, la diceria popolare, con parole e azioni al di sotto di ogni sospetto come questo cosiddetto indulto. Il cui unico scopo leggibile, sotto la coltre opaca di un provvedimento di clemenza, è proteggere imputati (e condannati) eccellenti.
La lista dei nomi dice tutto: Tanzi, Fiorani, Ricucci, Cragnotti, Previti. Le star della malafinanza, i bancarottieri, i dilapidatori del piccolo risparmio, i corruttori: premiandoli, non è del tutto inevitabile che l'opinione pubblica pensi a un puro gioco di potere, alla copertura di interessi di casta, di cordate eccellenti? Ha straragione Antonio Di Pietro, ha ragione Piercamillo Davigo: scippare una borsetta è più rischioso che scippare i bond argentini. Il magistrato dice la stessa cosa del cliente del bar sotto Palazzo di Giustizia. E una politica che riesce a disgustare entrambi, è una politica che riesce a pensare solo a se stessa.

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