A Milano istituzioni in allarme per l’invasione dei piccioni, il cui guano (scagazzo, direbbe Dario Fo) impesta case e strade. Prevedibile l’affranta difesa di sedicenti animalisti, che ignorano il duro equilibrio naturale fondato su dosi ragionevoli di vita e di morte. Dopo il pianto mediatico sui cosiddetti Bambi, prepariamoci a vedere idealizzati e disneyzzati (dunque sottratti alla loro natura, e alla natura in genere) anche i piccioni. Li chiameranno Picci? Picciu? Ne approfitto, dal quel naturalista dilettante che sono, per annunciare nuove emergenze. Nelle campagne, ma oramai anche in molte città (compresa Milano) dilagano specie un tempo assai più discrete, come la cornacchia grigia e la gazza, che in assenza di predatori si moltiplicano a dismisura. Di pari passo spariscono cardellini, pettirossi, fringuelli, cince e altri uccellini, delle cui uova si ingozzano le orde di gazze e cornacchie che stanno spodestando i pennuti più piccoli perfino dai giardini pubblici e condominiali. Urgerebbe una selezione controllata della nerboruta e intelligente cornacchia grigia, e della bellissima e ingorda gazza. Ma temo, dicendolo, di farmi una fama da killer presso gli animalisti. Che non amano affatto la natura, ma un suo fantasmatico surrogato fatto di Bambi e di Picci.

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