L’avvenente Casini, che di solito è moderato fino alla stucchevolezza, questa volta dev’essere impazzito. La sua richiesta di un test antidroga obbligatorio per tutti i parlamentari è per metà inquisitoria e per l’altra metà ridicola, essendo inverosimile l’idea che una persona onesta e capace che si è appena fumata uno spinello possa essere indegna di rappresentare il popolo, a differenza di un mascalzone o di un idiota però immacolato da droghe. è incredibile, davvero incredibile che il profilo etico degli individui, in questo paese eticamente analfabeta, sia ancora oggi confuso con il profilo sanitario, i costumi di vita, le propensioni sessuali, magari pure lo stato di famiglia. Mentre, per assurdo contrasto, il rispetto delle leggi e dunque della Costituzione, che dovrebbe essere il solo vincolo inoppugnabile per eletti ed elettori, vale pochissimo. Tanto è vero che il Parlamento gode della presenza di innumerevoli inquisiti, che non necessitano di alcun test per risultare tali eppure non sembrano destare lo sdegno di Casini, che anzi ha spesso speso, sulla questione, parole di garanzia perfino condivisibili (parzialmente). Francamente, però, mi inquieta molto di più sapere che il tal deputato è corrotto, di meno che il tal altro si fa le canne. La fedina penale di un politico riguarda tutti, il suo esame del sangue solamente lui.

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