Se qualche perditempo (come me) avesse voglia di chiedersi perché mai ‟la Repubblica” italiana festeggi ufficialmente il giorno di Ognissanti, ecco la risposta. Secondo un sondaggio di "Famiglia Cristiana" la devozione dei fedeli italiani è rivolta ai santi, e specialmente al patrono locale, assai più che a Gesù Cristo. Colui che secondo il dogma è "della stessa sostanza del Padre", cioè dio egli stesso, nella classifica dei più pregati viene addirittura stracciato da Padre Pio (32 punti contro 2~), San Gennaro, Sant’Antonio, San Giuseppe e tantissimi altri. Ne risulta confermata e valorizzata la natura pochissimo metafisica, e serenamente profana e contrattuale, della fede popolare. Il figlio di Dio arranca in coda a un plotone di glorie locali, che avendo bottega nel rione piuttosto che nell’empireo, sono più facilmente contattabili per un favore, una grazia, una guarigione. Il vero problema, a questo punto, da sottoporre urgentemente a chi ha più competenza di noi, tipo Marcello Pera o Buttiglione, è se abbia davvero senso parlare di "radici cristiane" dell’Europa e non piuttosto di radici gennarine, o giuseppiche, o antoniane, o pietralciniche. Visto che, almeno qui in Italia, Cristo non è, tra i cristiani, abbastanza conosciuto da dedicargli almeno un pensiero ogni tanto. E i sondaggi lo danno in netta difficoltà.

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