Nella nuova legislatura ci si attendevano effetti speciali soprattutto dalla deputata Luxuria o dal deputato Caruso, entrambi dotati di affascinanti personalità di frontiera. A sorpresa, invece, è la deputata Gardini a salire spesso e volentieri agli onori della cronaca per le sue rumorose deroghe alla routine parlamentare. Ieri l’altro per una mitragliata di insulti che ha costretto la presidente di turno (la gentile Giorgia Meloni, di An) a chiederle di moderare i termini, in precedenza per la fin troppo celebre crisi di nervi in toilette e per svariate dichiarazioni politiche dai toni quasi sanguinari.
Vedi quanti danni fa il pregiudizio: il transgender Luxuria è, nei talk-show, tra i protagonisti più assennati e cortesi, l’incendiario Caruso passa metà del suo tempo a scusarsi con i giornalisti per il disturbo arrecato, e invece la Gardini, che superficialmente parrebbe una di quelle signore con il filo di perle che ricevono solo amiche con filo di perle, si esprime come l’equipaggio di un cargo e trasuda una passione politica ai limiti del colpo apoplettico. E noi, che si pensava a una trascurabile conformista, ci si ritrova invece di fronte a una Ramba da sacristia. Non si impara mai abbastanza a diffidare dalle apparenze.

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