Si apprende che l’avvocato Taormina, ex difensore di Anna Maria Franzoni, si è ugualmente presentato al tribunale di Torino recando un voluminoso scartafaccio. Lo scartafaccio riguarda il processo Franzoni, del quale l’avvocato Taormina non si occupa più. Si immagina la sorpresa di uscieri e impiegati, che è anche la nostra. Non si era forse dimesso, abbandonando il processo, il Piemonte e la Valle d’Aosta, le mucche di Cogne, le ispezioni aeree in seggiovia, le perizie legali sulla fonduta, le tracce di slittino nel soggiorno? E invece rieccolo, che consegna nientepopodimenoché una richiesta di ricusazione per legittimo sospetto, roba grossa, quanto basta per almeno tre nuove puntate di "Porta a porta" con Crepet e la Palombelli. La risposta va cercata nella strabiliante strategia processuale di questo genio del diritto penale. Potrebbe, per esempio, avere depositato di persona quell’istanza apposta per potere poi denunciare un tribunale che ha accettato, sbagliando, un documento consegnato da un millantatore, cioè lui stesso. Potrebbe autodenunciarsi per essersi intromesso in un processo che non lo riguarda più, per avere poi la soddisfazione di autodifendersi interpretando, nello stesso processo, le parti di imputato, querelante e difensore. Potrebbe, infine, avere fatto uno scherzo.

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