La cosa disperante è la vecchiezza irrimediabile, putrida della scena. Il condannato, il boia, il cappio, come nei secoli dei secoli. Perfino la "modernità" della televisione, della quale troppo spesso parliamo come se avesse mutato per sempre l’uomo e i tempi, ne esce annichilita: il trionfo ripugnante della Tradizione (vendetta, guerra, morte) riduce il medium a quello che è, un mezzuccio di propaganda e/o un testimone impotente. Potremmo essere all’epoca dei pirati (Saddam ha la stessa furente dignità che doveva avere Barbanera), a Roma antica, in Alabama. Dovunque, potremmo essere, tranne che in un giorno che rassomigli, anche vagamente, al futuro, o a quello che sperammo in tanti sarebbe stato il futuro: qualcosa di differente, magari anche di leggermente migliore. Grazie agli idioti che hanno impiccato Saddam, perpetuando la catena della vendetta che governa l’Iraq e continuerà a governarlo, la dittatura del passato si è ulteriormente rafforzata. Esultano, in tutto il mondo, gli appassionati dell’odio, quelli che godono per le guerre e le esecuzioni. Da noi - ed è un sollievo - è contento solo il partito della Forca, la Lega. Tutti gli altri, di sinistra e di destra, capiscono che un altro passo avanti è stato fatto sulla strada della morte.

Torna alle altre news >>