La televisione, sostiene qualcuno, è lo specchio della società: e qualche volta l’immagine che vi vediamo riflessa può fare orrore. Accade in questi giorni in Gran Bretagna con ‟Celebrity Big Brother”, versione Vip del ‟Grande Fratello”, cioè del padre di tutti reality-show, in cui a rinchiudersi in uno stesso appartamento per settimane e settimane sono personaggi più o meno famosi dello spettacolo, dello sport, della vita pubblica britannica. Al centro delle polemiche c’è una deliziosa attrice indiana, Shilpa Shetty, nota in patria come ‟il più bel corpo di Bollywood” ma finora semi-sconosciuta nel Regno Unito. Fin dal primo momento gli altri concorrenti l’hanno presa in antipatia, facendosi beffe di lei e insultandola in vario modo: finché lei non ce l’ha più fatta ed è scoppiata a piangere in diretta. Ma a quel punto sono insorti i telespettatori. Nel giro di 24 ore la rete Channel Four, che trasmette il programma, ha ricevuto ventimila messaggi in cui è stata accusata di fomentare e diffondere razzismo, la comunità indiana britannica si è riversata nelle strade indignata e nelle piazze dell’India ci sono state manifestazioni di massa con bandiere dell’Unione Jack date alle fiamme. Ieri le autorità di Nuova Delhi hanno preannunciato una protesta diplomatica con Londra, dove nel frattempo la vicenda è approdata alla camera dei Comuni. Vari deputati laburisti e dell’opposizione hanno chiesto al governo cosa intenda fare di fronte a una così clamoroso caso di discriminazione razziale in tivù. ‟Non ho visto il programma, ma condanno ogni forma di razzismo e dunque anche questa. Il razzismo va combattuto in ogni modo e su ogni fronte”, ha risposto Blair. Per combinazione il suo successore designato, il ministro della Finanze Gordon Brown, si trova in visita proprio in India: interpellato anche lui dai media locali ha definito la trasmissione ‟offensiva e ripugnante”. Intanto Scotland Yard ha aperto un’inchiesta su minacce pervenute all’indirizzo dei concorrenti che hanno infastidito l’attrice indiana, alcuni sponsor di ‟Big Brother” minacciano di ritirare la pubblicità e la stampa inglese chiede a gran voce a Channel Four di espellere i concorrenti ‟razzisti”. Questi ultimi, in verità, non sono nemmeno tanto celebri: fra i colpevoli spiccano Jade Goody, vincitrice della terza edizione inglese del ‟Grande Fratello” normale, il suo fidanzato Jack Tweed, il cui unico motivo di fama è fare coppia con lei, la fotomodella Danielle Lloyd e l’ex cantante dei Club 7 Jo O’Meara. Uno ha chiamato l’attrice indiana ‟un cane”, la Goody ha detto che a vederla le si ‟accappona la pelle” e le viene ‟la nausea”. Qualcuno sostiene che si tratta solo di bullismo, una caratteristica frequente del ‟Grande Fratello”. Ma la femminista Germaine Greer, sul Guardian, è d’altro parere: ‟La Gran Bretagna, a dispetto del multiculturalismo, è un paese razzista, e trasmissioni come questa lo rivelano”.
L’ironia della sorte è che, naturalmente, gli indici di ascolto del programma sono saliti a livello record da quando è scoppiata la polemica: tutti vogliono vedere in diretta come andrà a finire. La consolazione per Shilpa, ignara del clamore suscitato poiché all’interno dell’appartamento non giungono notizie di quello che avviene all’esterno, è che ora i bookmakers la indicano come la favorita per vincere lo show.
Enrico Franceschini

Enrico Franceschini

Enrico Franceschini (Bologna, 1956), giornalista e scrittore, è da più di trent'anni corrispondente dall’estero per “la Repubblica”, per cui ha ricoperto le sedi di New York, Washington, Mosca, Gerusalemme e attualmente Londra. Nel 1994 ha ricevuto il Premio Europa per le sue corrispondenze sul golpe di Mosca. Per Feltrinelli ha pubblicato La donna della Piazza Rossa (1994), Russia. Istruzioni per l’uso (1998), Fuori stagione (2006), Avevo vent’anni. Storia di un collettivo studentesco. 1977-2007 (2007), Voglio l’America (2009), L’uomo della Città Vecchia (2013) e Scoop (2017).

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