Quattro "Juventus club Luciano Moggi" sorgeranno in altrettante città del Sud Italia. Con micidiale ricalco dei più logori, penosi luoghi comuni sulla mentalità meridionale che antepone la furbizia a ogni altra virtù, ignorando che la furbizia è uno dei vizi peggiori. La cosa più desolante di questo Paese, secondo me, è proprio il suo tignoso, asfittico rinserrarsi nel retaggio locale, familiare e strapaesano. Il meridionale che stravede per la destrezza di Moggi, e intitola un club sportivo al protagonista di una gigantesca frode sportiva, vale tanto quanto il lombardo ottuso e vagamente razzista, il veneto sessualmente represso e dunque matto, l´emiliano simpatico ma crasso, il romano supercinico e menefreghista… Dovrebbero essere patetiche macchiette di vecchi copioni, avanspettacolo o cinemaccio facile, e invece capita davvero molto spesso di scoprire che schiere nutrite di italiani (la maggioranza? speriamo di no…) paiono l´eterno clone dello stesso luogo comune. Ma non sentono bisogno d´aria, mai? Le finestre dei loro tinelli, le aprono mai? Non dico un viaggio a Parigi, non pretendo tanto: ma uscire dal loro quartiere, trascurare il cognato, disertare la solita trattoria, mai? Davvero mai?

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