È il sogno di ogni cacciatore d’autografi: la collezione di "firme d’autore" più completa del mondo. Comprende ogni attore o attrice che abbia vinto un premio Oscar a partire dal 1929, l’anno in cui Hollywood iniziò ad assegnare le sue statuette ai divi del cinema, oltre a un bel po’ di altri Vip dello spettacolo, della canzone, della politica. A raccoglierli, con infinita determinazione e a caro prezzo per le proprie tasche, è stato un anonimo contabile londinese, Alan Robinson, che per trent’anni ha dedicato ogni energia, ogni attimo di tempo libero e ogni risparmio ad arricchire la sua collezione. Adesso ha deciso di disfarsene, mettendola all’asta, il prossimo 24 febbraio, in un albergo nei pressi dell’aeroporto di Heathrow, forse perché si prevede che collezionisti di tutto il pianeta voleranno a Londra per l’occasione. La previsione è che la vendita gli frutterà più di un milione di sterline, quasi un milione e mezzo di euro: abbastanza per andare anticipatamente in pensione, a godersi la vita. E per convincere chiunque abbia l’hobby degli autografi ad imitarlo. La sua collezione ha due pezzi rari: l’autografo di Greta Garbo, considerato il "Santo Graal" degli autografi, l’ultimo che il signor Robinson si è procurato tramite un collezionista privato come lui, chiedendo un prestito da 70 mila euro in banca; e quello di Marylin Monroe, il cui valore viene stimato in 25 mila euro. Tra le altre firme celebri del suo archivio figurano poi Elvis Presley, Liza Minnelli, Elizabeth Taylor, Meryl Streep, Vivien Leigh, Sofia Loren, Clark Gable, Grace Kelly, Stanlio e Ollio, Steve McQueen, Brad Pitt, Gwyneth Paltrow. Il suo primo autografo lo conquistò quando aveva appena sette anni: glielo fece l’allora primo ministro laburista Harold Wilson, che stava visitando Tolpuddle, la cittadina del Dorset in cui Robinson è nato. Fu l’inizio di una folgorante passione per questo particolare tipo di caccia: e a sedici anni, trasferitosi con la famiglia a Londra, cominciò a passare i sabati sera davanti all’uscita degli artisti dei teatri e delle sale da concerto. «Dopo l’incontro con il primo ministro Wilson, iniziai a collezionare foto già firmate di stelle del varietà e dello show - businness», ha raccontato Robinson al Daily Mail. «Poi la mia passione è cresciuta e mi sono messo a frequentare aste di autografi e a comprare tutti quelli che nessun altro voleva. Infine mi sono messo in caccia io stesso, rincorrendo personalmente le celebrità». Oltre alla raccolta completa di tutti gli attori e le attrici premiati dall’Oscar, la sua collezione comprende il novanta per cento di tutti gli attori ed attrici che hanno avuto una "nomination" all’Oscar. Il cinema, dopo gli autografi, è la sua seconda passione, e non a caso la data prescelta per l’asta della sua collezione coincide con il fine settimana in cui le statuette verranno assegnate quest’anno ad Hollywood. Con il ricavato dell’asta, Alan Robinson intende fare per prima cosa il giro del mondo. Anzi, per seconda: perché prima sarà lui, probabilmente, a firmare un autografo.
Enrico Franceschini

Enrico Franceschini

Enrico Franceschini (Bologna, 1956), giornalista e scrittore, è da più di trent'anni corrispondente dall’estero per “la Repubblica”, per cui ha ricoperto le sedi di New York, Washington, Mosca, Gerusalemme e attualmente Londra. Nel 1994 ha ricevuto il Premio Europa per le sue corrispondenze sul golpe di Mosca. Per Feltrinelli ha pubblicato La donna della Piazza Rossa (1994), Russia. Istruzioni per l’uso (1998), Fuori stagione (2006), Avevo vent’anni. Storia di un collettivo studentesco. 1977-2007 (2007), Voglio l’America (2009), L’uomo della Città Vecchia (2013) e Scoop (2017).

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