E Scalzone? Che farà oggi Scalzone? Nei giornali italiani ha preso il posto che fu della Gregoraci: a mezzo tra costume e società, quei fatterelli dell´epoca che meritano una tantum l´editoriale solenne, e poi un pittoresco stillicidio di dichiarazioni salaci d´agenzia, di gesta promozionali, fino alla definitiva inclusione nell´ordinario e infine all´oblio. E i titoli che da sette colonne passano a tre, a due, a una, perché ogni repertorio in fondo stufa, e se non stufa si rinsecchisce per suo conto. Lui si applica. Duetta con Cossiga (e lo scambio di opinioni ha la stessa freschezza di un carteggio tra Radetsky e Silvio Pellico), emette dotte analisi sullo stato della lotta di classe, studia i presagi di insurrezione, insomma la butta in politica. Ma forse per il lungo esilio, forse perché gli intellettuali faticano a sintonizzarsi con l´epoca, dev´essergli sfuggito che i media, almeno qui da noi, seguono ritmi e modi del reality-show. Difatti nessuno fa il titolo sulle sue recenti letture, e tutti sulla sua serenata ai carcerati. Scalzone, se davvero vuole reinserirsi, dovrebbe tralasciare la sua formazione marxista e puntare tutto su "Amici" di Maria De Filippi. E´ lì che i proletari puntano per spezzare le proprie catene.

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