Vallettopoli, anche foneticamente, risulta la parodia di Tangentopoli, matrice di tutti gli scandali "ambientali". Forse prelude a Barbieropoli, Paninopoli, Brufolopoli, in una discesa capillare dagli ambienti agli ambientini, dalla corruzione di Palazzo a quella di strada e infine di vicolo. Ma più si sommano gli scandali, più appare disperato il tentativo di magistrati e moralizzatori (pochi) di rimettere in piedi qualche straccio di regola o almeno di regolamento. Secondo Guido Rossi, che tentò (invano) di riformare il Calcio dopo Calciopoli, ‟le persone coinvolte non percepivano come deviante il proprio comportamento”, e proprio questo è il punto. L´affresco sociale degli ultimi due decenni descrive un Paese nel quale ognuno tira dalla propria parte una coperta troppo corta, in una famelica rincorsa al censo e alla fama che ha la stessa, basica potenza della "Guerra del fuoco", quando ci si batteva per sopravvivere alle fiere, al freddo e alla fame. Chi è convinto di battersi per un proprio diritto (anche i porci comodi sono avvertiti da tutti o quasi come un diritto) sbalordisce quando un giudice o altri intervengano per ammonirlo. E poiché non esiste una legge che definisca i porci comodi, ognuno è costretto a capire da sé solo che cosa li separa dal diritto. Questione di due o tre secoli, e magari ce la faremo.

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