Gherardo Colombo lascia la toga, pronunciando parole serene ma molto dure sulla mancanza di cultura della legalità, sullo sdoganamento dei corrotti, in sostanza sulla sconfitta "politica" di Mani Pulite. Leggendo i giornali mi è capitato di accostare questa notizia a un’altra, quella della complessiva buona salute economica del Paese. Da una parte un grave deficit civile (poco rispetto per le leggi, disprezzo per le regole), dall’altra un’economia che migliora. Sarò pessimista, ma da una società benestante ma furbastra, laboriosa ma menefreghista, non mi aspetto grandi cose. Un benessere distratto, poco attento al bene pubblico, mi fa pensare allo "sviluppo senza progresso" del quale parlava Pasolini. Se vivere in Italia, per molti, è spesso così penoso, non è perché manchino buoni ristoranti, belle case, luoghi di fiorente buon vivere e anche, ovviamente, intelligenze vivide. E’perché la bassa qualità della convivenza sociale, il gomito a gomito quotidiano con gli altri, è spesso fonte di infinita amarezza, tanto evidente è il suono vuoto che produce su molti italiani la parola "regole". Il rischio di diventare definitivamente un Paese di ricchi burini, di facoltosi prevaricatori, è percepibile da chiunque. Nel frattempo, un grazie di cuore e un amaro saluto al giudice Gherardo Colombo.

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