Sarà anche un dettaglio. Anzi, lo è sicuramente. Ma questa storia del cantante Ramazzotti e della ex moglie Hunziker che sono costretti a rendere pubblico il loro viaggio pasquale con la figlia, sperando che i paparazzi non li bracchino, che la curiosità bassa e ingorda del gossip si plachi, mi pare un segnale orrendo. Una resa incondizionata al sudicio mercato di quella che un tempo si chiamava la cronaca "rosa", e oggi si nutre di illegalità plateale violando sistematicamente la privacy. Compresa la privacy di una ragazzina che, per legge, per i giornali non dovrebbe neppure esistere. Si farnetica di "censura", in questi giorni, davvero a sproposito. Come se gli amori e i rapporti sentimentali, perfino quelli tra due genitori e una figlia, fossero "diritto di cronaca", appartenessero al bagaglio di notizie necessarie all´opinione pubblica. È vero il contrario, il gossip è la droga che spappola i neuroni e offusca lo sguardo, più gossip c´è meno si saprà delle porcherie del potere, delle trame politiche e finanziarie. Le vittime del gossip hanno tutta la mia solidarietà non "malgrado" io sia giornalista, ma proprio perché lo sono, e vorrei che il giornalismo fosse tutto, tranne questa sostituzione dolosa della realtà con la fiction morbosa e meschina del gossip.

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