Molto istruttivo, visti gli effetti, il finto spot di Mtv e La7 che pubblicizza villette sulle alture romagnole, "tra pochi anni in riva al mare grazie all’innalzamento delle acque". Ovvero: come speculare sulla catastrofe ambientale e sulle disgrazie altrui. Pare che un sacco di italiani abbiano telefonato entusiasti, chiedendo di partecipare al business. Difficile stabilire se siano più sprovveduti, per non avere capito che l’inverosimile proposta era uno scherzo, o più farabutti, per essersi buttati senza esitare su un affare così lugubremente cinico. In entrambi i casi, non consola avere la conferma dell’infimo status culturale e etico di parecchi nostri fratelli e sorelle. Consola, invece, constatare che almeno in qualche caso la televisione è migliore del suo pubblico, e spende almeno parte del suo potere per alzare sopra il livello del mare (quota zero) lo spirito critico dei suoi utenti. Si parla spesso con fastidio e dileggio della funzione (anche) pedagogica della televisione. Ma la comunicazione, in quanto tale, è sempre pedagogica, nel senso che avalla oppure respinge valori e opinioni, comportamenti e pensieri. Tanto vale saperlo. Chi ha ideato quello spot lo sa, ed è una buona notizia che almeno qualcuno abbia coscienza che la telecamera è un’arma di grosso calibro, e la punti sul bersaglio giusto.

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