Il Partito democratico è ancora un’ecografia, ma già parla. Una precocità che ha del soprannaturale. Ieri Piero Fassino, a nome delle "forze del futuro partito democratico", ha spiegato di guardare "senza ostilità al Family Day. Con loro possiamo interloquire". Ancora più cordiale l’avvenente Rutelli: "Il Family Day non è un nemico del centrosinistra… è utile e positivo…lo ascolteremo con grande interesse". Ecco un’eccellente maniera per mettere in agitazione i milioni di poveracci costretti ad aspettare il parto del Pd (dopo una gravidanza durata anni: neanche i mammuth, forse il diplodoco che infatti si è estinto) per capire se vale la pena infliggerci questa ennesima sfacchinata politico-psicologica, oppure dedicarci per il resto dei nostri giorni alla cura delle ortensie, che con questo secco Dio sa se ne hanno bisogno. Può consolarci una constatazione: dichiarazioni del genere, specie da parte di Fassino, oltre a non essere strettamente necessarie sono indice di una totale assenza di furbizia politica. In dieci-dodici parole, fanno danni quanto un congresso. Possiamo dunque essere certi, auscultando il gigantesco embrione, che tra i suoi tanti difetti il Pd non avrà quello, così italiano, della furbizia.

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